La Chiesa in Pakistan, tra legge della blasfemia e testimonianza missionaria

I vescovi del Pakistan in visita ad Limina da Papa Francesco, Palazzo Apostolico Vaticano, 15 marzo 2018
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Non c’è stato l’invito a Papa Francesco perché vada in Pakistan. Perlomeno, non ufficialmente. L’arcivescovo Joseph Coutts di Karachi nega che i vescovi abbiano messo sul tavolo il tema, che spetta alla politica. Ma racconta di una visita ad limina intensa, per i cinque vescovi del Pakistan. E di un incontro con Papa Francesco durante il quale tutti hanno messo sul tavolo i problemi che vivono, ma anche le loro speranze.

C’è speranza che il Papa venga in Pakistan?

Lo Stato del Pakistan deve invitare il Papa, e lo ha fatto due anni fa, quando due ministri sono venuti a Roma in rappresentanza del Primo Ministro del Pakistan.

Il 14 marzo, mentre eravate in visita ad limina, un attacco suicida contro una Chiesa ha ucciso 11 persone a Rawaind, alla periferia di Lahore. Come è la situazione in Pakistan?

La situazione è sempre la stessa. In più, ci saranno le elezioni e saremmo chiamati ad eleggere il governo. La Chiesa, in questa situazione, può aspettare e osservare. Cosa si può fare, in fondo, con l’1 per cento della popolazione? Tanta è la percentuale dei cattolici in Pakistan.

Avete parlato anche di questo nell’incontro con Papa Francesco?

Abbiamo avuto un incontro molto informale. Il Papa ha invitato noi cinque vescovi del Pakistan a parlare, e ha mostrato una preoccupazione genuina ed una simpatia per la situazione, che voleva davvero comprendere. È stata una conversazione, e tutti hanno avuto la possibilità di parlare e di esprimere la loro opinione. Il Papa ha fatto domande, ha chiesto delle vocazioni, delle situazioni sacerdoti.

Quale è la vostra maggiore preoccupazione come vescovi?

Riguarda soprattutto la direzione che il Paese sta prendendo. Gli estremisti sono così forti che ogni chiesa ha bisogno di essere protetta. Il nostro è un sistema democratico, gli estremisti vogliono un sistema teocratico. Prima di Natale hanno provato ancora una volta ad attaccare una chiesa, ma alla fine grazie alla sicurezza non sono entrati.

Tra i casi più noti del Pakistan, quello di Asia Bibi, la donna cristiana ingiustamente condannata per blasfemia. Ma quante Asia Bibi ci sono in Pakistan?

Non ho i dati con me, ma so che sono in molte le vittime per blasfemia. Recentemente persino un giovane universitario, musulmano. Fino ad ora non ci sono state pene di morte eseguite per blasfemia. Quanti sono stati uccisi per blasfemia, fino ad ora, sono stati linciati