Monsignor Galantino, tema migranti: “Cinque Si, due No e un No condizionato”

Conferenza stampa con Monsignor Galantino, Radio Vaticana
Foto: Veronica Giacometti, ACI Stampa
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“Diciamo dei si e dei no senza la facile saccenteria, che talvolta rasenta l’arroganza dei primi della classe; senza la superficialità gridata da chi parla tanto di migranti ma forse non ha mai parlato con i migranti”. Sono le parole del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenuto oggi a Roma per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2017, che quest’anno Papa Francesco ha voluto dedicare ai “migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”.

Dei si e dei no responsabili che Galantino sceglie per affrontare “evangelicamente” e umanamente il complesso fenomeno migratorio. “Quando ci sono di mezzo situazioni, persone, storia e volti concreti – ricorda monsignore Galantino - la semplificazione non serve a nessuno. Nemmeno quella fatto, come dice qualcuno, a fin di bene!”

Sono intervenuti all’incontro anche monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes e Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. Nel 2015 sono stati 65,3 milioni i migranti forzati nel mondo, di cui 21,3 milioni di rifugiati, 40,8 milioni di sfollati interni e 3,2 milioni di richiedenti asilo. In Italia, secondo i dati del Rapporto sulla protezione internazionale aggiornati a ottobre 2016, sono presenti circa 171mila persone nelle diverse strutture attive sul territorio.

E’ chiaro e deciso il discorso del segretario della CEI ai giornalisti: “Prima di pronunziare questi “si e no” spero che non verranno subito presentati come bocciature senza appello o come promozioni non richieste rivolta a questa o quella istituzione faticosamente impegnate nel campo dell’immigrazione. Non apprezzo le ricette assolutamente prive di realismo e mancanti di concreta progettualità che i soliti noti non mancano di dispensare”. Ma soprattutto Galantino ricalca la “scorretta strumentale equazione” tra migrazioni e criminalità, migrazioni e terrorismo e tra terrorismo e islamismo. Per questo l’elenco in maniera schematica dei “si e dei no” sui quali vedere “impegnati tutti gli uomini e le donne di buona volontà”.

“Sì – inizia monsignor Galantino - a sbloccare una legge ferma che allarga la cittadinanza ai minori che hanno concluso il primo ciclo scolastico, così da allargare la partecipazione, cuore della democrazia, e favorire processi d’inclusione e integrazione”. “Sì”, pure, “a sbloccare e approvare una legge ferma che tutela i minori non accompagnati, non destinandoli a nuovi orfanatrofi, ma a case famiglia, a famiglie affidatarie, accompagnate da una formazione attenta a minori preadolescenti e adolescenti”. “ Si – continua ancora il segretario della Cei -  all’identificazione dei migranti, per un’accoglienza attenta alla diversità. Si ad un’accoglienza diffusa, in tutti i comuni italiani, dei migranti forzati, in fuga da situazioni drammatiche”.

La Cei infine chiede permessi di soggiorno umanitari. I vescovi italiani chiedono "un titolo di soggiorno come protezione umanitaria o come protezione sociale a giovani uomini e donne che da oltre un anno sono nei Cas e nei centri di prima accoglienza". Lo ha detto Galantino precisando che tale permesso di soggiorno dovrebbe essere concesso a quanti "hanno iniziato un percorso di scolarizzazione o si sono resi disponibili a lavori socialmente utili o addirittura già hanno un contratto di lavoro; a coloro che hanno potuto, speriamo presto, fare un'esperienza di servizio civile, ma anche a chi ha una disabilità o un trauma grave, è in fuga da un disastro ambientale o dal terrorismo".

I No di Galantino riguardano “le forme di chiusura di ogni via legale di in ingresso nel nostro Paese che genera un popolo di irregolari” e “ad investire più nella vendita delle armi che in cooperazione allo sviluppo”. Di qui Galantino ha annunciato che il 12 gennaio verrà firmato “un protocollo di intesa con il Ministero degli Esteri per aprire un ‘corridoio umanitario’ con l’Etiopia per i profughi provenienti da Eritrea e Somalia, utilizzando anche per questo fondi provenienti dall’8×1000”.

Infine, il no condizionato, riguarda la riapertura dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione): “No se questi dovessero continuare a essere di fatto luoghi di trattenimento e di reclusione che, anche se con pochi numeri di persone, senza tutele fondamentali, rischiano di alimentare fenomeni di radicalizzazione, e dove finiscono oggi, nella maggior parte dei casi, irregolari dopo retate, come le donne prostituite, i migranti più indifesi e meno tutelati”.

Conclude monsignor Galantino: “ I cinque si, i due no e il no condizionato pronunziati in questa Giornata vanno letti unicamente come un leale contributo che come Chiesa Italiana intendiamo dare a partire dal Vangelo e dall’esperienza di accoglienza che quotidianamente facciamo come comunità credente”.