Papa Francesco, appello per la Siria, “Prevalgano la giustizia e la pace”

Papa Francesco durante il Regina Coeli del 15 aprile 2018
Foto: Vatican Media - YouTube
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Papa Francesco, atto di accusa alla comunità internazionale. “Nonostante gli strumenti a disposizione della comunità internazionale – sottolinea il pontefice al termine del Regina Coeli – si fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo”.

Le parole del Papa arrivano al termine del Regina Coeli, la preghiera mariana che sostituisce l’Angelus durante il tempo di Pasqua.

Sono saluti densi di temi, quelli di Papa Francesco: si ricorda la beatificazione di Lucien Boatovasoa in Madagascar, si prega per le famiglie dei tre uomini rapiti alla fine di marzo al confine tra Ecuador e Colombia, si prega per la vicenda del piccolo Alfie Evans, condannato a morte dalla decisione dei giudici di staccargli i supporti vitali, ma anche per quella di quanti sono nella stessa situazione. E si guarda alla situazione in Siria.

Ha sottolineato Papa Francesco: “Mentre prego incessantemente per la pace e invito tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto, mi appello nuovamente a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace”.

Papa Francesco ha avuto una conversazione telefonica con il Patriarca di Mosca Kirill il 14 aprile. La notizia della telefonata è stata data dal sito ufficiale del Patriarcato di Mosca (mospat.ru), ed è parte di un giro di telefonate del Patriarca, che ha coinvolto anche il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, Teodoro di Alessandria, Giovanni di Antiochia e Teofilo di Gerusalemme – vale a dire, i Patriarchi ortodossi in Medio Oriente.

Da sempre, la Santa Sede segue con attenzione il conflitto in Siria. Il 7 settembre 2013, Papa Francesco aveva proclamato una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria e in Medio Oriente, e prima di quella giornata c’era stato un incontro in Vaticano con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede per delineare la road map della Santa Sede nella pace della regione. Un segnale di attenzione è stata anche la decisione di Papa Francesco di creare cardinale Mario Zenari, nunzio in Siria.

Il Regina Coeli è stato introdotto dal commento di Papa Francesco al Vangelo del giorno, che racconta di come Gesù si presenti agli apostoli nella sua “reale presenza con il corpo risorto”.

Al centro del brano del Vangelo – dice il Papa – c’è “l’esperienza del Risorto”, che viene fatta da apostoli turbati perché “l’esperienza della Risurrezione è per loro inconcepibile”, tanto che credono di vedere un fantasma.

Ma “Gesù risorto non è un fantasma, è un uomo con corpo e anima”, si fa toccare, mangia davanti a loro, insistendo sulla “realtà della resurrezione” e illuminando così “la prospettiva cristiana sul corpo: esso non è un ostacolo o una prigione dell’anima”.

Dice il Papa: “Il corpo è creato da Dio e l’uomo non è completo se non è unione di corpo e anima. Gesù, che ha vinto la morte ed è risorto in corpo e anima, ci fa capire che dobbiamo avere un’idea positiva del nostro corpo”.

Il corpo può diventare “occasione o strumento di peccato, ma il peccato non è provocato dal corpo, bensì dalla nostra debolezza morale”.

“Il corpo – aggiunge il Papa – è “un dono stupendo di Dio”, destinato ad esprimere I n pienezza l’immagine e la somiglianza di Lui. Pertanto, siamo chiamati ad avere grande rispetto e cura del nostro corpo e di quello degli altri”, per questo “ogni offesa o ferita o violenza al corpo del nostro prossimo, è un oltraggio a Dio creatore!”

Papa Francesco pensa “in particolare, ai bambini, alle donne, agli anziani maltrattati nel corpo. Nella carne di queste persone noi troviamo il corpo di Cristo”, e sottolinea: “In un mondo dove troppe volte prevalgono la prepotenza contro il più debole e il materialismo che soffoca lo spirito, il Vangelo di oggi ci chiama ad essere persone capaci di guardare in profondità, piene di stupore e di gioia grande per avere incontrato il Signore risorto. Persone che sanno raccogliere e valorizzare la novità di vita che Egli semina nella storia, per orientarla verso i cieli nuovi e la terra nuova”.