Papa Giovanni Patrono dell'esercito, l'idea piaceva anche al cardinale Capovilla

Una foto di Angelo Roncalli Cappellano militare
Foto: Fondazionepapagiovannixxiii.it
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Un evento solenne e semplice con un significato preciso la consegna della Bolla Pontificia che dichiara San Giovanni XXIII Patrono dell’ Esercito italiano. Si è svolta presso la Biblioteca Centrale di Palazzo Esercito in Roma, e l’Ordinario Militare per l’Itala, Santo Marcianò, l’ ha consegnata al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Danilo Errico.

Oltre alla consegna anche le relazioni su tempi e motivazioni che hanno condotto a proclamare, appunto, Giovanni XXIII Celeste Patrono presso Dio dell’Esercito Italiano.

Tutto ha avuto inizio nel 1996 quando a Piazza Venezia il Presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro, consegna la Bandiera di guerra dell’ Esercito italiano e l’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Giuseppe Mani, la benedice. Nasce una domanda: “Adesso ci vuole anche un Patrono?”

Si apre un dibattito: per “molti” ciò è inutile, perché le diverse componenti dell’Esercito hanno già il loro Patrono; per altri la eventualità non è da escludere, perché avere un Patrono per tutta la Forza Armata può contribuire a riscoprire unità, identità e appartenenza rispetto alla propria storia.

Intanto si svolge il Primo Sinodo della Chiesa Militare italiana, e si parla anche di patroni; nasce la Scuola Allievi Cappellani Militari / Seminario teologico maggiore dell’Ordinariato e inizia una totale revisione e il rinnovamento della struttura organizzativa della pastorale.

Si costituiscono le Zone Pastorali Interforze (Vicarie forensi o Decanati) con la relativa “Pastorale di insieme” da promuovere e da inventare con e tra i Cappellani, cercando di coinvolgere “tutti” i Militari di ogni ordine e grado delle diverse Forze Armate.

Nel Grande Giubileo del 2000 i militari celebrano il loro giubileo domenica 19 novembre sotto una pioggia battente. Sono 100.000 i militari provenienti da tutto il mondo, con la presenza anche di familiari, 75.000 italiani sono italiani.

Arriva il 2002 è la idea di un patrono diventa concreta, e la proposta è Giovanni XXIII. La proposta viene presentata ufficialmente al nuovo Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, Angelo Bagnasco, che nel settembre del 2003 dà il suo consenso.

Poi la cronaca racconta Nassirya e di altri attentati che seguono e si arriva nel Agli inizi del 2004 al lavoro comune con i vertici dell’ Esercito. Il Generale Emilio Marzo è la prima Alta Autorità dell’Esercito Italiano a cui l’Ispettore-Vicario Episcopale dell’Esercito Italiano, nello stesso periodo, propone la figura di Giovanno XXIII come Patrono dell’Esercito Italiano. Il Generale Giulio Fraticelli fa inserire la S. Messa nel programma “romano” della Festa dell’Esercito e inizia ufficialmente l’itinerario per promuovere e proporre la devozione alla figura di Giovanni XXIII quale Patrono dell’Esercito Italiano.

Si moltiplicano le celebrazioni, ma arriva anche “qualche dubbio”  e l’ Ordinario Vincenzo Pelvi, nell’autunno dell’anno 2008 si reca da monsignor Capovilla che racconta gli aneddoti della vita militare di Roncalli fino all’ ultimo l’incontro tra Papa Giovanni XXIII e i Cappellani Militari italiani in congedo alla Grotta della Madonna di Lourdes nel1959.

Insomma è entusiasta dell’ idea e chiede di dedicare al Papa la Cappella di Palazzo Esercito. Sarà fatto il 15 dicembre 2009, vengono esposte nella stessa Cappella per tre giorni le sue Reliquie.

Si arriva così alla tappa finale del percorso. L’ordinario monsignor Marcianò insieme ai Capi di Stato Maggiore dell’Esercito, portano a termine il progetto con una duplice richiesta scritta e altre azioni condivise.

E già dal luglio del 2016 all’ Altare della Patria una “edicola” permanente è dedicata a San Giovanni XXIII Papa, sono custodite anche lì le Reliquie del Santo: l’Edicola è stata inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di altre alte autorità militari e civili.

Il decreto è del 17 giugno 2017, della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in virtù delle facoltà concesse da Papa Francesco, la motivazione, il suo zelo, come cappellano militare, nel promuovere le virtù cristiane tra i soldati, il luminoso esempio di tutta la sua vita e il suo costante impegno in favore della pace.

Oggi è stata anche inaugurata una mostra intitolata: «“Io amo l’Italia”. San Giovanni XXIII, uomo di pace», curata dalla fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dall’ordinariato militare per l’Italia.

Nell’udienza dell’11 giugno 1959, concessa all’Associazione nazionale dei cappellani militari in congedo, ricordando la propria esperienza, Papa Roncalli dichiara che i cappellani militari sono «gli uomini della pace, che con la loro sola presenza portano serenità negli animi». Ecco il senso di questa decisione vaticana.