Shomali ai medici Unitalsi: "La Terra Santa ha bisogno di guarigione"

Un momento dell'incontro
Foto: Unitalsi
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“La Terra Santa oggi ha bisogno di guarigione perché c’è tanto odio e tanta sfiducia. C’è la necessità urgente di guarire i cuori degli uomini e delle donne che vivono in questa terra. Per questo motivo sono rimasto positivamente colpito dal tema scelto dal convegno dei medici dell’Unitalsi”. Sono le parole del Vicario patriarcale per Gerusalemme, il vescovo Wiliam Shomali”, che ha incontrato una delegazione di 40 medici dell’Umitalsi impegnata in terra santa per un convegno sul tema “Sulle tracce di Gesù medico”.

Per Shomali, la Chiesa oggi “ha fatto propria la missione di guarire i cuori di tanti che vivono in Terra Santa attraverso il perdono, la riconciliazione il dialogo”. Ed è proprio “in tale contesto – ha aggiunto il Presule - anche gli operatori sanitari seguono questa missione grazie alla loro professione e soprattutto mettendo al centro delle proprie azioni sempre la persona umana soprattutto se fragile o malata”.

Per Salvatore Pagliuca, presidente nazionale dell’Unitalsi, “questo incontro ravviva l’importante rapporto che la nostra associazione ha con il Patriarcato di Gerusalemme. Ho avuto modo di incontrare il Patriarca Twal nel mio ultimo viaggio in Terra Santa e gli ho ribadito la vicinanza dell’Unutalsi ai tanti cristiani che in quelle zone vivono in condizioni difficili e spesso non sono liberi di testimoniare la propria fede”.

Per il responsabile dei medici dell’Associazione, Federico Baiocco, l’idea dei volontari è soprattutto quella di “essere testimoni attivi di pace”: “una delle cose più importanti che possiamo offrire come medici è la gioia, oltre alla speranza di guarigione”. In Terra Santa la riflessione è stata orientata “a conoscere l’approccio poliedrico che Gesù aveva nei confronti della guarigione, un atteggiamento che anche noi medici dobbiamo essere stimolati ad avere, per non essere sempre identici a noi stessi, ma adeguarci alle situazioni che incontriamo”.