Ucraina, gli aiuti del Papa per i bambini. L’appello di Shevchuk

I manifesti dell'iniziativa "Papa per Ucraina" esposti in Ucraina
Foto: popeforukraine.ua.com
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Un segno di solidarietà concreto, e una presenza visibile. Papa Francesco ha inviato alla città martire di Avdeeka, nell’Est dell’Ucraina, una donazione di 200 mila euro, destinata soprattutto ad alleviare le sofferenze dei bambini nella regione colpita dall’intensificarsi del conflitto nell’area. E sono i bambini a vivere più di tutti i traumi del conflitto dimenticato in Ucraina. I dati UNICEF parlano di 1 milione di bambini che hanno bisogno di assistenza umanitaria in Ucraina. Cifre inquietanti, che hanno portato Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa Greco Cattolica di Ucraina, a lanciare un appello alla comunità internazionale perché finalmente si giunga ad una situazione stabile di cessate il fuoco.

L’appello dell’arcivescovo maggiore arriva all’indomani dei dati UNICEF sul conflitto in Ucraina Orientale. In un anno di conflitto, i bambini bisognosi di aiuto umanitario sono più che raddoppiati: erano 420 mila lo scorso anno, sono 1 milione quest’anno.

Nota l’arcivescovo maggiore che “un anno in più di conflitto ha fatto sì che sempre più famiglie abbiano perso le loro case, i sussidi sociali, l’accesso al sistema sanitario a causa delle continue violazioni del ‘cessate il fuoco’,” mentre anche l’accesso all’istruzione è a rischio dato che è stata distrutta una scuola su 5. In più, 19 mila bambini affrontano costantemente il pericolo di mine e di altri ordigni inesplosi, mentre l’intera Ucraina conta 1,7 milioni di sfollati.

Mossa dall’ “obbligo morale” di “dare voce a chi non ha voce”, e far sentire “il grido di questi innocenti e di difendere il loro diritto a vivere la loro infanzia in un mondo senza ingiustizie violenze”, la Chiesa Greco Cattolica fa un appello alla comunità internazionale. Lamenta che negli ultimi tre anni “non è mai stata raggiunta una situazione stabile di cessate il fuoco”, e questo ha moltiplicato le sofferenze. Chiede l’intervento della comunità internazionale.

E tra le vittime di questo cessate il fuoco definitivo che sembra non arrivare mai è la città di Avdeeka, città martire, dove il Papa ha voluto fare arrivare la sua solidarietà. Non solo il denaro, inviato attraverso l’iniziativa “il Papa per l’Ucraina”, ma anche la presenza dell’arcivescovo Claudio Gugerotti, nunzio apostolico in Ucraina, e del vescovo Joseph Sobilo, presidente del Comitato che destina i fondi ai progetti.

“Quando il Papa ha saputo di Avdeeka. ha voluto un suo rappresentante presente qui”, ha detto il nunzio Gugerotti. L’offerta di 200 mila euro rispetta i criteri dell’iniziativa “Il Papa dell’Ucraina”, ma – a causa dell’urgenza della situazione – è messa subito a disposizione, senza passare attraverso il concorso al quale sono stati sottoposti tutti gli altri progetti.

Avdeeka è nell’area dell’Est dell’Ucraina dove le intensificate operazioni belliche hanno causato decine di vittime e l’esodo di molti degli abitanti. Una situazione di stress difficile da sopportare per gli adulti, mentre i bambini sono quelli più traumatizzati. Ha detto il nunzio che “l’obiettivo del nostro lavoro non è solo di amministrare il denaro inviato da tutta Europa e dal Papa per l’Ucraina, ma anche di mostrare il supporto di milioni di popolazioni da tutto il mondo”.

L’arcivescovo Gugerotti ha visitato l’area del Donbass il 14 e 15 febbraio scorsi. Il 17 febbraio, il vescovo Sobilo ha presieduto il Comitato tecnico insieme alle organizzazioni che sono chiamate a concretizzare le iniziative finanziate con i fondi dell’iniziativa “il Papa per l’Ucraina”. “Siete diventati le mani e gli occhi di Papa Francesco in Ucraina”, ha detto il vescovo Sobilo.

E in un dibattito sulla sicurezza internazionale che si è tenuto al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite il 21 febbraio, l'arcivescovo Bernardito Auza, Osservatore della Santa Sede, è ritornato sulla questione ucraina. Perché il conflitto - ha detto - "continua a destare preoccupazione", e devono essere prese “tutte le misure necessarie per garantire il cessate il fuoco”, sforzi che devono essere “accompagnati dal sincero impegno di tutte le parti coinvolte” in modo che siano salvaguardati tutti i diritti fondamentali e venga garantito il ripristino della stabilità a livello nazionale e internazionale, anche attraverso “il rispetto della legalità internazionale per quanto riguarda il territorio e i confini dell’Ucraina”.