Veglia di preghiera a San Pietro per il Sudan e il Congo

Bambini del Sud Sudan
Foto: Piattaforma infanzia
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Appuntamento per il 23 novembre prossimo alle 17.30, per una Veglia di preghiera nella Basilica San Pietro per la pace in Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo. A presiederla sarà l’arcivescovo Gallagher e l’invito è arrivato anche a Papa Francesco, che ha garantito un suo messaggio registrato e se possibile la sua presenza.

L’iniziativa parte dai promotori di Solidarity with South Sudan, un progetto nato da UISG and USG, le Unioni di Superiori Generali, maschili e femminili, per assistere ed aiutare la gente in Sud Sudan, in collaborazione con la Conferenza dei Vescovi del Paese.

Tutti sanno la attenzione speciale del Papa per queste terra e la volontà più volte espressa di andare in Sudan. E per questo il progetto, nato nel 2008, ora si rivolge proprio al Papa.

Solidarity ha 5 comunità religiose inter-congregazionali e miste, impegnate in molti progetti, per la formazione di insegnanti di scuole, per la formazione di infermiere e ostetriche, per la formazione di piccoli agricoltori locali, che hanno a disposizione 50 ettari di terreno. Ci sono poi progetti pastorali per coloro che vivono nei campi ONU dei rifugiati.

La collaborazione tra religiosi uomini e donne, di diverse nazionalità, è un esempio sul campo e una diretta testimonianza della possibile copresenza di diversità in armonia, un modello per la gente del posto.

Lo scopo è quello di far conoscere la situazione e ottenere impegni internazionale per la pace. Oltre alla Veglia del 23 novembre il prossimo 18 gennaio si svolgerà una tavola rotonda sul tema. “Aiutiamoci a costruire la pace“  alle 16:00 presso l’Università Urbaniana, e sarà presieduta dal Card. Turkson, con l’intervento di oratori internazionali, alcuni dal Sud Sudan e dal Congo, con lo scopo di costruire insieme una pace duratura per questi paesi. Sarà un evento per le persone coinvolte e le associazioni che lavorano in Africa, soprattutto nei paesi suddetti.

Inoltre alcune famiglie del Sud Sudan che soffrono la fame saranno in grado di andare avanti grazie ai kit per la coltivazione ortofrutticola finanziati da una donazione di Papa Francesco alla FAO. Si tratta di circa 30.000 persone, a Yei in Central Equatoria. Grazie al contributo di Papa Francesco, più persone in Yei potranno ricominciare a coltivare il proprio cibo per allontanare lo spettro della fame.

I kit forniscono sette varietà di verdure a rapida crescita per aumentare l'accesso delle famiglie a cibi nutrienti e colmare il divario alimentare tra i raccolti di cereali.

In Central Equatoria, circa 145.000 persone si trovano ad affrontare livelli d'insicurezza alimentare d'emergenza, che è solo un gradino al di sotto il livello di carestia sulla scala internazionale delle crisi di fame.

Livelli di fame di tale ampiezza si sono ripetuti molte volte in altre comunità del Sud Sudan, perché i combattimenti hanno distrutto i mezzi di sussistenza e limitato l'accesso delle agenzie di aiuti umanitari, ed anche perché l'iperinflazione ha reso il cibo fuori dalla portata di molti.