Roma, 30 December, 2025 / 12:30 AM
In questo libro, ‘Venite a me. Il volto di Gesù nel vangelo di Matteo’, don Francesco Cristofaro guida il lettore in un percorso spirituale alla scoperta del Volto di Gesù nel Vangelo di Matteo: dalla nascita a Betlemme fino al discorso della Montagna, dalle tentazioni nel deserto agli incontri che hanno segnato la vita dei discepoli e delle persone ferite, ogni pagina ci avvicina al Cuore del Maestro e alla sua misericordia. L’autore intreccia il racconto evangelico con esperienze personali, episodi di vita quotidiana, incontri pastorali e testimonianze, creando un dialogo vivo tra Parola di Dio e vita di ogni giorno. A impreziosire il percorso offerto al lettore, numerosi riferimenti alla tradizione della Chiesa, in particolare con ampi riferimenti a sant’Agostino, che con la sua sapienza illumina e approfondisce i temi trattati.
Questo testo, nello stile dell’autore, non è solo un commento al Vangelo, ma un invito alla contemplazione per il lettore: è un viaggio da fare insieme, che sollecita a fermarsi, ad alzare lo sguardo e a lasciarsi trasformare dall’incontro con Cristo. Il Volto di Gesù diventa così specchio in cui riconoscere la nostra umanità e scuola di amore, umiltà e speranza. Un libro da leggere con calma, da meditare e da portare nel cuore, come compagno di preghiera e guida nel quotidiano.
In quale modo i Vangeli raccontano il volto di Gesù?
“Il volto di Gesù nei Vangeli è riconoscibile dalle sue parole, dai suoi gesti, dai suoi atteggiamenti. Si dice di una persona che il volto parla, gli occhi parlano. Credo che valga anche per Gesù. Il suo modo di approcciarsi alle persone, il suo linguaggio diverso da tutti gli altri, le caratteristiche del servizio e della misericordia hanno manifestato il suo volto. Nelle pagine del libro, venite a me (edizioni San Paolo), ho tratteggiato il volto di Gesù nei vari momenti della sua vita terrena, a partire dalla mangiatoia di Betlemme dove viene fuori il volto di un bambino che richiama l’umanità alla semplicità, all’umiltà all’essenzialità e soprattutto alla non artificialità di cui ci hanno abituato i social media e l’intelligenza artificiale. Oggi sappiamo ancora mostrarci così come siamo o abbiamo bisogno di ritoccare ogni cosa?”
Come è il volto di Gesù?
“Dalla mia esperienza, dalle storie incontrate e dalle testimonianze ascoltate e riportate nel libro, sicuramente il volto di Gesù è un volto misericordioso. Misericordioso non perché acconsente tutto ma, perché il suo amore è capace di toccare e trasformare. Il volto di Gesù è ancora paziente. Noi siamo dominati dalla fretta, dalla frenesia. Il signore sa aspettare”.
Sant’Agostino come ‘racconta’' il volto di Gesù?
“Nelle pagine del libro, riporto diversi insegnamenti e commenti di Sant’Agostino. Io credo che Sant’Agostino racconti il volto di Gesù a partire dalla sua esperienza di peccatore perdonato.. solo chi si riconosce peccatore, fragile, povero misero, e sperimenta la misericordia e il perdono, può raccontare agli altri il volto di Gesù”.
In quale modo riconoscere il volto di Gesù nel volto del nostro prossimo?
“Penso che il primo modo è mettere da parte il giudizio e accorciare le distanze. Chi è il prossimo? è chiunque incontro. Quindi, anche io lo posso essere. Per questo Gesù ha detto: beati misericordiosi perché otterranno misericordia”.
E’ possibile lasciarsi trasformare dal volto misericordioso di Gesù?
“Non solo è possibile, ma è doveroso lasciarsi trasformare dal volto di Cristo. voglio ricordare che noi siamo stati creati ad immagine somiglianza di Dio. il peccato ha deturpato quell’immagine ma la grazia che viene a noi dall’incontro con Cristo che perdona risana ci ridona la bellezza di quella immagine sporcata”.
Allora in quale modo contemplare il volto di Gesù ‘natalizio’?
“Nelle pagine del mio ultimo libro mi soffermo sulle opere di misericordia e sul giudizio finale. Gesù lo possiamo riconoscere nel prossimo, nel fratello o nella sorella che incontriamo. Una delle mie esperienze più drammatiche che racconto anche in queste pagine e la mia prima volta, in un carcere di massima sicurezza. Lì in un momento di smarrimento, chiesi a Gesù come posso riconoscerLo nel volto di queste persone che hanno fatto del male. Poi salii sul palco di quel teatro gremito di detenuti e incominciai a parlare.
Alla fine chiesi se qualcuno volesse farmi qualche domanda, dire qualcosa. Prese la parola uno di loro e mi disse: ‘Padre, noi siamo qui a giusta ragione, ma c’è una cosa che ci uccide due volte, lo sguardo della gente che ci giudica’. Queste parole erano per me che fino a quel momento avevo solo saputo giudicare e condannare. Forse non tutti possono entrare in un carcere fisicamente ma tutti possiamo farlo spiritualmente e con la preghiera”.
In quale modo le famiglie possono riscoprire la bellezza del volto di Gesù in un Bambino appena nato?
“Io penso che il demonio voglia distruggere due cose: la famiglia ed il sacerdote. Se distrugge la famiglia, ha distrutto l’armonia, la pace, la bellezza, perché la famiglia poi è tutto. Ed il sacerdote deve curare le famiglie. Se distrugge un sacerdote, distrugge una comunità. Allora voglio dire alle famiglie questo: ci saranno sempre difficoltà, ci saranno sempre problemi, però imparate l’arte della delicatezza, della gentilezza e del dialogo, perché alla fine, quando si è gentili, si disarma. Siate sempre gentili, perché un giorno può andare tutto bene, ma un altro giorno può succedere qualcosa che fa andare storto. Noi non dobbiamo essere quella goccia che fa traboccare il vaso, noi dobbiamo essere la bellezza. Famiglie, siete quello che dovete essere, cioè un capolavoro di Dio”.
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