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Un servizio di EWTN News

Leone XIV, accostarsi al presepe nella fede, come al luogo della pace disarmata e disarmante

Una benedizione per una comunità di liberati, quella che ci presenta la Liturgia di oggi, quella del Libro dei Numeri: "Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace".

Da qui parte la riflessione di Papa Leone XIV nella messa del giorno della Solennità di Maria Madre di Dio nella omelia della messa che apre anche l'anno civile.

La libertà degli Israeliti nel deserto si "concretizzava in una strada aperta verso il futuro, nel dono di una legge di sapienza e nella promessa di una terra in cui vivere e crescere senza più ceppi e catene: insomma, in una rinascita".

Ogni anno è "come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libertà, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bontà del Signore che sempre ci accompagna".

E questo si ricorda nel giorno in cui si celebra "il mistero della Divina Maternità di Maria, che con il suo “sì” ha contribuito a dare alla Fonte di ogni misericordia e benevolenza un volto umano".

Leone XIV sprona tutti a mettersi "in cammino verso i giorni nuovi e unici" chiedendo "al Signore di sentire in ogni momento, attorno a noi e su di noi, il calore del suo abbraccio paterno e la luce del suo sguardo benedicente, per comprendere sempre meglio e avere costantemente presente chi siamo e verso quale destino meraviglioso procediamo".

Poi parla della pace citando l'amato Sant'Agostino e parlando del volto di Dio: "uno dei tratti fondamentali del volto di Dio: quello della totale gratuità del suo amore, per cui si presenta a noi – come ho voluto sottolineare nel Messaggio di questa Giornata Mondiale della Pace – “disarmato e disarmante”, nudo, indifeso come un neonato nella culla. E questo per insegnarci che il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura".

E in Maria "vediamo così l’incontro di due immense realtà “disarmate”: quella di Dio che rinuncia ad ogni privilegio della sua divinità per nascere secondo la carne e quella della persona che con fiducia ne abbraccia totalmente il volere, rendendogli l’omaggio, in un atto perfetto d’amore, della sua potenza più grande: la libertà".

Il Papa ricorda le parole di  San Giovanni Paolo II al termine del Giubileo del 2000: "Quanti doni quante occasioni straordinarie ha offerto ai credenti il Grande Giubileo! Nell’esperienza del perdono ricevuto e donato, nel ricordo dei martiri, nell’ascolto del grido dei poveri del mondo [...] anche noi abbiamo scorto la presenza salvifica di Dio nella storia".

Conclude Papa Leone XIV con un invito ad accostarsi al Presepe "nella fede, come al luogo della pace “disarmata e disarmante” per eccellenza, luogo della benedizione, in cui fare memoria dei prodigi che il Signore ha compiuto nella storia della salvezza e nella nostra esistenza, per poi ripartire, come gli umili testimoni della grotta, «glorificando e lodando Dio» per tutto ciò che abbiamo visto e udito. Sia questo il nostro impegno, il nostro proposito per i mesi a venire, e sempre per la nostra vita cristiana".

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