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Il concistoro di Papa Leone XIV: un confronto per superare le polarizzazioni

Oggi e domani Papa Leone XIV presiederà in Vaticano il primo concistoro straordinario del suo pontificato. All’indomani della chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro e la fine dell’Anno Santo, Papa Leone ha deciso di convocare l’intero collegio cardinalizio per fare il punto della situazione. Terminato il Giubileo, si può affermare che il pontificato del Papa – eletto a maggio – entri nel vivo proprio a partire da questa importante assise.

Il Codice di Diritto Canonico – al canone 353 – recita: i  Cardinali prestano principalmente aiuto con attività collegiale al Supremo Pastore della Chiesa nei Concistori, nei quali si riuniscono per ordine del Romano Pontefice e sotto la sua presidenza; i Concistori possono essere ordinari o straordinari. Nel Concistoro ordinario vengono convocati tutti i Cardinali, almeno quelli che si trovano nell'Urbe, per essere consultati su qualche questione grave, che tuttavia si verifica più comunemente, o per compiere determinati atti della massima solennità. Nel Concistoro straordinario, che si celebra quando lo suggeriscono peculiari necessità della Chiesa o la trattazione di questioni particolarmente gravi, vengono convocati tutti i Cardinali.  Solo il Concistoro ordinario in cui si celebrino particolari solennità può essere pubblico, in cui cioè, oltre ai Cardinali, vengono ammessi i Prelati, i legati delle società civili ed altri che vi sono invitati.

Siamo di fronte, senza dubbio, ad un cambio di rotta rispetto al pontificato di Francesco che non amava convocare l’intero collegio cardinalizio, preferendo invece la creazione di un più snello consiglio dei cardinali, scelti direttamente da lui, che ha portato alla riforma della Curia Romana con la pubblicazione della Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium. Papa Leone XIV, a quanto pare, ha scelto di tornare alla tradizione o meglio al dettato del diritto canonico, materia che peraltro conosce molto bene, avendo conseguito il dottorato proprio in diritto canonico.

Sul tavolo diversi temi: due quelli che spiccano in modo particolare, ovvero sinodo e sinodalità e liturgia. Due questioni che nel recente passato sono state oggetto di divisioni e di polarizzazioni all’interno della Chiesa. E’ evidente che Papa Leone voglia provare a ricomporre le diverse anime della Chiesa, anche in omaggio al suo motto episcopale: In illo uno unum, nell’unico Cristo siamo uno. Una frase di Sant’Agostino che non ha bisogno di spiegazioni per la sua chiarezza.

Leone XIV ha impresso a questo primo concistoro straordinario ritmi precisi. Ci sarà modo in questa due giorni in Vaticano per confrontarsi liberamente sulle diverse questioni in agenda e il Papa prenderà spunto dalle osservazioni che saranno presentate dai porporati che – come diceva appunto il Codice di Diritto Canonico – “prestano principalmente aiuto con attività collegiale al Supremo Pastore della Chiesa nei Concistori, nei quali si riuniscono per ordine del Romano Pontefice e sotto la sua presidenza”.

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