domenica, gennaio 11, 2026 Donazioni
Un servizio di EWTN News

Leone XIV raccoglie gli interventi dei cardinali sui temi che non sono stati votati

Ci sono voluti quasi due giorni, ma alla fine il testo dell'intervento conclusivo del Concistoro di Papa Leone XIV è arrivato ufficialmente. La sera dell' 8 gennaio il mondo ha avuto solo una specie di sintesi a voce del Direttore della Sala Stampa. E mancava un po' il senso del pensiero del Papa. Cosa era emerso che non fosse già detto e ridetto su sinodalità ed evangalizzazione? Perché la Liturgia e il rapporto Chiese locali erano considerati temi poco interessanti? Non era del tutto così.

Il Papa intanto da un senso preciso alla parola sinodalità che corrisponde a comunione. E dice che il metodo sinodale non è "facile".

La sintesi della sessione la fa il Papa stesso: "Trovare Cristo al centro della nostra missione. Proclamare il Vangelo, tutti lo sappiamo bene: Gesù Cristo è al centro. Vogliamo annunciare la sua Parola, e quindi l’importanza di vivere davvero anche noi stessi una vita spirituale autentica che può essere testimonianza nel mondo di oggi" spiega.

Per il Papa tutto riconduce al Concilio Vaticano II che forse in molti hanno dimenticato o che non conoscono affatto. "I temi che sono stati scelti sono profondamente radicati nel Concilio Vaticano II e in tutto il cammino che è scaturito dal Concilio. Non sottolineeremo mai abbastanza l’importanza di continuare con il cammino che si è aperto con il Concilio. Vi incoraggio a farlo. Ho scelto questo tema, come sapete – i documenti e l’esperienza del Concilio –, per le udienze pubbliche di quest’anno. E questo cammino è un processo di vita, di conversione, di rinnovamento di tutta la Chiesa. Evangelii gaudium e la sinodalità sono elementi importanti di questo cammino".

Ma non c'è solo questo, gli altri due temi "non sono stati dimenticati e non saranno dimenticati. Il Cardinal Semeraro ha ben ricordato il legame tra sinodalità ed Eucaristia". Forse sarà il tema del prossimo sinodo? Ma ecco il chiarimento sulla sinodalità che - dice il Papa- "è un cammino di comunione per la missione, in cui tutti siamo chiamati a partecipare. Per questo i legami tra noi sono importanti".

Importati i legami tra Papa e Conferenze episcopali, Chiese locali, l’importanza delle Assemblee continentali. "Anche queste però non devono diventare riunioni “in più” da aggiungere a una lista, ma luoghi di incontro e di relazioni tra Vescovi con i presbiteri e i laici, e tra Chiese, che aiutano tanto a promuovere un’autentica creatività missionaria"dice Papa Leone XIV.

Ed ecco che parla di un'altro tema: il rapporto tra Curia Romana e Chiesa Locale. "vi ribadisco il mio impegno a fare la mia parte e offrire a voi e alla Chiesa intera una struttura di relazioni e di servizio, capace di supportare e appoggiare voi e le Chiese locali, per affrontare insieme con maggiore pertinenza e incisività le attuali sfide della missione".

Ed esce un tema in più: la formazione: "Formazione all’ascolto, formazione a una spiritualità dell’ascolto. In particolare – avete sottolineato – nei seminari, ma anche per i Vescovi!"

Ecco un tema che nasce dalla vita e che porta il Papa a parlare della questione degli abusi sessuali: "Non possiamo chiudere gli occhi e neanche i cuori. Vorrei dire, anche incoraggiando voi a condividerlo a vostra volta con i vescovi: tante volte il dolore delle vittime è stato più forte per il fatto che non sono state accolte e ascoltate. L’abuso stesso causa una ferita profonda che forse dura tutta la vita; ma tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori. Una vittima, poco tempo fa, mi ha detto che veramente per lei la cosa più dolorosa era precisamente che nessun vescovo voleva ascoltarla. E quindi anche lì: l’ascolto è profondamente importante".

Ma la formazione allora? Ecco le parole del Papa: "La formazione di tutti. La formazione nei seminari, dei sacerdoti, dei vescovi, dei laici collaboratori dev’essere radicata nella vita ordinaria e concreta della Chiesa locale, delle parrocchie e di tanti altri luoghi significativi dove si incontrano le persone, in particolare quelle che soffrono". E quindi è importante "che il nostro modo ordinario di lavorare insieme sia occasione di formazione e crescita per coloro con cui lavoriamo, a tutti i livelli, da quello parrocchiale alla Curia Romana. Un esempio di dove si può crescere ordinariamente in uno stile sinodale sono le visite pastorali; e anche tutti gli organismi di partecipazione sono da rivitalizzare". Di questo il Papa vuole che si parli nel sinodo del 2028.

E attende ancora testi scirtti, suggerimenti, mail, lettere, e per questo propone il prossimo concistoro in prossimità della Solennità dei Santi Pietro e Paolo di quest’anno. E aggiugne: "se ci sono alcuni di voi che hanno difficoltà a motivo, diciamo, delle risorse economiche, parlate. E penso che anch’io, anche noi, possiamo vivere un po’ di solidarietà gli uni con gli altri, e ci saranno maniere, con persone generose che aiuteranno".

Parla di speranza per concludere il Papa: "Non siamo riuniti qui sordi alla realtà della povertà, della sofferenza, della guerra, della violenza che affligge tante tante Chiese locali. E qui, con loro nei nostri cuori, vogliamo dire anche che siamo vicini a loro. Molti di voi siete venuti da Paesi dove state vivendo con questa sofferenza della violenza e della guerra. Siamo chiamati a farci carico di questo cammino di speranza anche davanti alle giovani generazioni: ciò che viviamo e decidiamo oggi non riguarda soltanto il presente, ma incide sul futuro prossimo e su quello più lontano.È la speranza che abbiamo vissuto nel Giubileo che si è appena concluso. È veramente un messaggio che vogliamo offrire al mondo: abbiamo chiuso la Porta Santa, ma ricordiamo: la porta di Cristo e del suo amore rimane sempre aperta!".

Infine una preghiera: che "possa San Pietro intercedere per noi, mentre, in spirito collegiale, cerchiamo di servire la sua Barca, la Chiesa!".

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