Vienna, 26 January, 2026 / 9:00 AM
Resterà un piccolo birrificio, vestigia di una storia millenaria. Ma è notizia della scorsa settimana che il birrificio monastico più antico del mondo, situato a Weltenburg, nella Bassa Baviera, sarà venduto a privati.
Così, dopo la crisi della produzione della birra trappista, che cala anche perché calano le vocazioni mettendo alcuni marchi storici in serio rischio di scomparsa, c’è anche la notizia che il birrificio monastico più antico del mondo rischia di scomparire. O, perlomeno, di non essere più proprietà di un monastero.
Sarà, infatti, la Schneider Weisse, una azienda famigliare che ha sede a Kalheim, ad acquisire i diritti sui marchi Bischofshof e Weltenburger a partire dal 2027. E questo perché Il birrificio Bischofshof di Ratisbona, che attualmente impiega 56 persone e include Weltenburger, chiuderà alla fine del 2026. Tuttavia, il piccolo birrificio dell'abbazia di Weltenburg, un monastero benedettino, verrà mantenuto. Nella gola del Danubio si produce birra fin dal 1050.
La diocesi di Ratisbona, in qualità di proprietaria di Bischofshof e Weltenburger, ha raggiunto un accordo con Schneider Weisse per la ristrutturazione, secondo quanto riportato. Non sono state fornite informazioni sul prezzo di acquisto. Il Mediengruppe Bayern ha riferito che il birrificio opera in perdita da anni. La diocesi di Ratisbona ha dovuto fornire sostegno finanziario per stabilizzare il birrificio.
Il vescovo di Ratisbona Rudolf Voderholzer ha sottolineato che “oltre all'aspetto tradizionale, per noi è fondamentale che, preservando il birrificio dell'Abbazia di Weltenburg e il reparto logistico di Bischofshof, possiamo almeno mantenere alcuni posti di lavoro direttamente nella regione. Certo, tutti noi preferiremmo continuare a gestire anche la sede di Ratisbona. Tuttavia, non ci sono le basi economiche per farlo".
Ha tuttavia aggiunto di avere "grande fiducia nel fatto che troveremo comunque soluzioni valide e socialmente responsabili per i dipendenti, insieme al comitato aziendale". Riguardo all'acquisizione da parte di Schneider Weisse, Voderholzer ha affermato che "la soluzione ora trovata si avvicina di più al nostro ideale".
Il "Frankfurter Allgemeine Zeitung", che per primo ha riportato la notizia, ha citato l'abate Thomas Maria Freihart dell'Abbazia di Weltenburg, il quale ha affermato che “con la 'soluzione bavarese' ora trovata, la continuità operativa del più antico birrificio monastico del mondo sia garantita per il futuro".
Secondo il quotidiano, in Germania sono rimasti solo una decina di veri e propri birrifici monastici. Il rapporto afferma che la crisi del mercato della birra sta mettendo sempre più in difficoltà i piccoli birrifici tradizionali. Il mercato tedesco della birra ha perso circa un quarto delle sue vendite in 15 anni.
Le radici del birrificio Bischofshof risalgono al Medioevo. Gli storici presumono che originariamente servisse a rifornire di cibo gli operai impegnati nella costruzione del Duomo di Ratisbona.
È certo che il principe vescovo Wilhelm Conte von Wartenberg fondò formalmente il birrificio con il nome di Bischofshof nel 1649. Nel 1973, il birrificio dell'Abbazia di Weltenburg entrò a far parte dell'azienda. Nel 2000, per ottimizzare la gestione, il birrificio cambiò la sua forma giuridica da ditta individuale a società in accomandita semplice (GmbH & Co. KG). Il vescovo di Ratisbona, tuttavia, rimase proprietario del birrificio.
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