Francoforte, 21 January, 2026 / 12:30 AM
A fine febbraio la Conferenza episcopale tedesca (CET) avrà un nuovo presidente. Dopo sei anni di mandato, l’attuale guida dei presuli della Germania, il vescovo di Limburgo, monsignor Georg Bätzing, ha infatti annunciato che non si ricandiderà per una seconda volta. Sebbene lo Statuto della CET consenta che il mandato standard di sei anni sia rinnovabile per, al massimo, altri sei. La decisione deve essere maturata nelle ultimissime settimane, poiché ancora in dicembre il presule non escludeva la candidatura ad un secondo mandato. Quando dunque i vescovi tedeschi si riuniranno nella città di Würzburg, dal 23 al 26 febbraio, per la plenaria di inizio anno, dovranno necessariamente eleggere un nuovo presidente.
Monsignor Bätzing ha informato i vescovi della sua decisione tramite una lettera, citata in un comunicato della CET diffuso lunedì 19 gennaio. Ai fratelli nell’Episcopato, il presule chiarisce di aver preso questa decisione meditatamente, «dopo averci riflettuto a lungo e aver consultato altre persone». Ammette di essere “onorato” per aver svolto questo servizio «in tempi davvero difficili», che al contempo, però, «aprono nuovi spazi di manovra.
Il vescovo di Limburgo, che nel marzo 2020 era succeduto al cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, ringrazia tutti coloro che lo «hanno sostenuto con stima e critiche costruttive negli ultimi sei anni» e prega per il buon esito delle prossime elezioni, augurando alla «comunità della Conferenza di continuare ad avere il coraggio di parlare apertamente, di confrontarsi in modo costruttivo e la disponibilità ad avvicinarsi gli uni agli altri, per testimoniare insieme ai fedeli del nostro Paese, e a molti altri, la gioia della fede».
Poi uno sguardo all’indietro, verso il lavoro compiuto e, in avanti, verso ciò che ancora c’è da realizzare: «Sono stati sei anni intensi – scrive ancora Bätzing nella lettera ai presuli tedeschi - durante i quali noi vescovi, insieme a molti altri membri del popolo di Dio, abbiamo potuto realizzare qualcosa e dare forma a un futuro sostenibile per la Chiesa nel nostro Paese. Ora è tempo di affidare ad altri questo importante compito per il lavoro della Conferenza episcopale. E sono sicuro – ha concluso - che tutto continuerà per il meglio».
Lo scorso dicembre, in un’intervista radiofonica con la Deutschlandfunk, si era detto rammaricato che i vescovi tedeschi «non parlino all'unisono su ogni questione». In effetti, il Cammino sinodale e la maggioranza “progressista” dei vescovi tedeschi hanno dovuto in questi anni fare i conti con il fronte dell’opposizione, costituito dal vescovo di Passau, monsignor Stefan Oster; dal vescovo di Ratisbona, monsignor Rudolf Voderholzer; dal cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, e dall'ex vescovo di Eichstätt, monsignor Gregor Maria Hanke.
Il quotidiano Il Giornale ha rivelato lo scorso sabato 17 gennaio, che lo stesso Papa Benedetto XVI, già nel 2021, scrisse al suo successore, come arcivescovo di Monaco e Frisinga, il cardinale Reinhard Marx, per esprimergli la sua «grande preoccupazione» sul processo sinodale in Germania. Papa Ratzinger era convinto che «questo Cammino farà male e finirà male se non viene fermato».
Non esistono candidature ufficiali per la presidenza. I vescovi, che probabilmente voteranno il 24 febbraio, si incontreranno prima, per una specie di conclave, per discutere e proporre i profili più adatti al ruolo. Lo Statuto della CET stabilisce che per l'esito positivo delle votazioni è necessaria una «maggioranza dei due terzi dei membri presenti aventi diritto di voto» dell'assemblea plenaria. Se nei primi due scrutini non si dovesse raggiungere la maggioranza, dal terzo è sufficiente la maggioranza semplice dei membri della CET presenti.
Elegibili sono solo i vescovi diocesani. I vescovi ausiliari hanno solo diritto di voto, ma non possono essere votati per la presidenza. Nell’attuale assemblea plenaria figurano 59 membri, dei quali solo 27 - il numero delle diocesi tedesche - sono vescovi diocesani e possono candidarsi ed essere votati per la presidenza. Tuttavia il numero dei candidati si riduce praticamente a 24. In primo luogo, poiché le diocesi di Eichstätt e Münster sono attualmente vacanti (la prima dal giugno del 2025, la seconda dal 2024). In secondo luogo, poiché il vescovo di Magdeburgo, monsignor Gerhard Feige, compie 75 anni il prossimo 19 novembre, e quel giorno dovrà offrire le proprie dimissioni al Papa: la sua età lo esclude dunque di fatto dalla candidabilità alla presidenza.
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