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Un servizio di EWTN News

Il futuro della speranza? Un dialogo interdisciplinare

Nello scorso novembre si è concluso il progetto triennale ‘The Future of Hope: an interdisciplinary dialogue’ promosso dal Centro di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma (UER), ricerca interdisciplinare nata da un’intuizione di Guido Traversa, docente di filosofia nell’UER, che si ispira alla bolla di indizione del Giubileo, condividendone il tema centrale: la speranza. Il percorso si è compiuto attraverso tre convegni: a Roma nel 2023, a Bruxelles nel 2024 e di nuovo a Roma in questo anno, in cui è stato avviato un dialogo culturale e scientifico sulla speranza nel mondo contemporaneo, attraverso indagini, confronti e scambi accademici internazionali.

Quindi all’Università Europea di Roma è stato presentato il volume con gli atti del convegno di Bruxelles, curato da Renata Salvarani, docente di Storia del Cristianesimo nell’Università Europea di Roma e coordinatrice del progetto triennale ‘The Future of Hope: an interdisciplinary dialogue’, che testimonia il dialogo tra i saperi come strumento indispensabile per affrontare la complessità del reale e offrire all’uomo sempre nuove chiavi di lettura ed interpretazione della vita.

Nella prefazione del volume, il direttore del Centro di Formazione Integrale UER, p. Enrico Trono, ha scritto: "La multidisciplinarietà non è qui intesa come semplice giustapposizione di competenze diverse, ma come autentica conversazione tra discipline che, mantenendo ciascuna la propria specificità, si arricchiscono reciprocamente nella ricerca di una comprensione più profonda dei fenomeni umani e sociali. La speranza viene presentata come categoria ermeneutica privilegiata per comprendere le sfide e le opportunità che caratterizzano il nostro tempo”.

Presentando il volume la Salvarani ha sottolineato il valore del termine ‘speranza: “Il termine speranza, che unisce il desiderio di un bene alla fiducia nella sua realizzazione, si distingue da semplice desiderio o aspettativa per la sua apertura positiva al futuro e per la dimensione comunitaria e temporale che implica. A partire dalle matrici bibliche e greche (tikva, yachal, elpis) essa è individuata come categoria dinamica che intreccia memoria e futuro, trovando espressione particolare nei momenti storici di crisi”.

Per quale motivo un’Università aveva dato vita ad un percorso di speranza?

“Viviamo in un mondo che ha grande bisogno di speranza. Siamo spesso influenzati da una cultura di pessimismo, a volte alimentata da un cattivo uso dei mezzi di comunicazione, che tendono ad evidenziare soprattutto le cattive notizie. Per questa ragione la speranza ha un’importanza fondamentale nel mondo contemporaneo. Con questo spirito costruttivo abbiamo avviato il progetto triennale ‘The Future of Hope: an interdisciplinary dialogue’ promosso dal Centro di Formazione Integrale dell'Università Europea di Roma (UER)”.

Quali conclusioni ha avuto questo percorso?

“Il percorso si è compiuto attraverso tre convegni in questi anni. In questi incontri è stato avviato un dialogo culturale e scientifico sulla speranza nel mondo contemporaneo, attraverso indagini, confronti e scambi accademici internazionali. Nel progetto di ricerca triennale le singole discipline sono state riconsiderate nella prospettiva della speranza, anche dal punto di vista critico. Il gruppo degli studiosi si è confrontato su diverse idee di futuro e su come mantenere un orizzonte aperto su quello che si sta costruendo per il ‘dopo’ possa influire sul modo stesso di fare ricerca.

Come ha detto p. Enrico Trono, direttore del Centro di Formazione Integrale UER: La Speranza non è solo una virtù o un concetto complesso e apparentemente astratto che attraversa diverse dimensioni dell’esperienza umana, ma diviene oggetto di studio e chiave di lettura della realtà. Una Speranza che, come insegna la tradizione cristiana che ispira l’Università Europea di Roma, è sperare contro ogni speranza, capacità di vedere possibilità di bene e di verità anche nelle situazioni più complesse e contraddittorie”.

Quindi la speranza ha un futuro?

“Certamente. Possiamo dire che la speranza non solo ha un futuro, ma è il futuro. Il termine ‘speranza’, che unisce il desiderio di un bene alla fiducia nella sua realizzazione, si distingue da semplice desiderio o aspettativa per la sua apertura positiva al futuro e per la dimensione comunitaria e temporale che implica. A partire dalle matrici bibliche e greche (tikva, yachal, elpis) essa è individuata come categoria dinamica che intreccia memoria e futuro, trovando espressione particolare nei momenti storici di crisi”.

In quale modo è possibile parlare di speranza in questo momento?

“Una grande fonte di ispirazione possiamo trovarla nel pensiero di papa san Giovanni Paolo II, a partire dal discorso ai giovani italiani del 1978. Il dialogo complesso sviluppato nell’intervista ‘Varcare la soglia della speranza’ si struttura attorno all’interazione tra la speranza annunciata nei Vangeli e il dramma della storia. Ci si interroga su come le manifestazioni del male, le guerre, gli stermini e le divisioni che costellano il cammino dell’umanità, che coinvolgono la stessa Chiesa, possano mettere in discussione od annullare l’idea di una speranza capace di orientare l’agire umano. Qual è il fondamento dello ‘scandalo e del mistero’ di una fede che alimenta la consapevolezza del futuro dell’uomo, dentro, attraverso e oltre le sofferenze del presente?”

In quanti modi è possibile declinare la speranza?

“In tanti modi, perché la speranza è ovunque. Possiamo viverla e scoprirla in ogni aspetto e momento della nostra vita. Non a caso, il progetto triennale dell’Università Europea di Roma ha affrontato l’argomento da diversi punti di vista: economico, giuridico, educativo, scientifico e sociale, delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, individuando modelli di azione e visioni di futuro sostenibili. Questo è l’approccio interdisciplinare che caratterizza la ‘Formazione Integrale’ e propone la speranza come principio fondativo, capace di orientare conoscenza, etica e innovazione verso una società solidale e aperta al futuro”.

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