Vienna, 27 January, 2026 / 2:00 PM
Dopo trenta anni, si è chiusa ufficialmente l’avventura del Cardinale Christoph Schönborn alla guida dell’arcidiocesi di Vienna. Il prelato, che ormai ha superato gli ottanta anni, è stato tra i 28 vescovi che hanno consacrato Josef Grünwidl come nuovo arcivescovo della capitale austriaca, certificando così un cambiamento di epoca.
Schönborn, che ha partecipato a due conclavi, aveva preso in mano l’arcidiocesi di Vienna dopo che era stato chiamato a succede al Cardinale Groer, travolto dallo scandalo degli abusi. Aveva lavorato per ristabilire la credibilità dell’arcidiocesi, dato vita ad iniziative culturali e politiche, patrocinato l’International Catholic World Legislators Network. Domenicano, estensore del Catechismo con il Cardinale Joseph Ratzinger, tanto da diventare relatore e frequentatore del Ratzinger Schuelerkreis, Schönborn era poi diventato anche l’uomo di fiducia di Papa Francesco.
Lascia al suo successore una eredità pesante, delineata anche da un cambio generazionale che comincia da Vienna ma che toccherà tutta l’Austria.
Non a caso, Schönborn ha augurato al suo successore un “cuore attento, saggio e comprensivo”. Grünwidl è arrivato poco prima delle 14, accompagnato da 60 giovani, mentre in segno di festa dalle 13.45 alle 13.55 tutte le campane dell’arcidiocesi hanno suonato.
Dopo una preghiera davanti all’icona di Maria Pocs, è cominciata la liturgia di consacrazione. Nell’omelia, Schönborn ha ripetutamente sottolineato che Grünwidl non aveva cercato l'incarico. Dopo soli tre anni come suo segretario del vescovo, dal 1995 al 1998, Grünwidl aveva già chiesto di tornare al ministero parrocchiale. E, rivolgendosi direttamente a lui, il cardinale ha detto: "Volevi stare con la gente. Non eri interessato a una 'carriera' ecclesiastica”. Grünwidl aveva anche inizialmente informato il Papa, tramite il nunzio, che, pur essendo disposto a ricoprire il ruolo di amministratore, non era disposto a diventare arcivescovo.
Schönborn ha raccontato che il suo successore è stato per 25 anni “un sacerdote semplice”, con “un cuore in ascolto” di tre cose: “Dio, la propria coscienza e le persone”.
Grünwidl è stato accompagnato nel suo cammino verso l'ordinazione da due cosiddetti sacerdoti accompagnatori, con i quali ha uno stretto rapporto personale. Si tratta del suo amico sacerdote Ernst Pankl e del suo ex direttore spirituale in seminario, padre Elmar Mitterstieler.
Momento centrale della consacrazione è stato poi l'imposizione delle mani da parte del Cardinale Schönborn e dei due co-consacranti, l'Arcivescovo Lackner e il Vescovo Pribyl, a cui si sono uniti tutti i vescovi cattolici presenti. La cerimonia si è svolta in silenzio, al suono della campana Pummerin.
I diaconi tenevano il Libro dei Vangeli sopra la testa del candidato all'ordinazione, simbolo del suo primo compito come predicatore del Vangelo. Dopo essere stato unto con il crisma, il nuovo vescovo riceveva le sue insegne (mitria, anello e pastorale) ed era condotto alla cattedra. Dopo l'insediamento, si scambiava il segno della pace e poi vari funzionari dell'arcidiocesi esprimevano la loro disponibilità a collaborare con il nuovo arcivescovo. A questo punto, venivano suonati tutti e tre gli organi della Cattedrale di Santo Stefano.
Oltre a numerosi rappresentanti di chiese e religioni, alla consacrazione episcopale hanno partecipato anche i massimi rappresentanti dello Stato. Tra questi, il Presidente Federale Alexander Van der Bellen, il Cancelliere Federale Christian Stocker, il Sindaco di Vienna Michael Ludwig e la Governatrice della Bassa Austria Johanna Mikl-Leitner. Erano presenti anche i membri del governo Claudia Bauer (ex Plakolm) e Gerhard Karner, nonché la leader del Partito Verde Eleonore Gewessler.
Tra i vescovi presenti c'erano tutti i vescovi in carica e i vescovi ausiliari dell'Austria, nonché il Nunzio Apostolico, l’arcivescovo Pedro Lopez Quintana. Erano presenti anche il vescovo Stefan Oster di Passau (Passau è la diocesi madre di Vienna) e i vescovi delle diocesi partner dell'arcidiocesi di Vienna: Gustavo Adolfo Rosales (San Jacinto/Ecuador), John Mbinda (Lodwar/Kenya) e Dave Dean Capucao (Infanta/Filippine).
Erano presenti anche numerosi capi delle Chiese cattoliche orientali, tra cui l'Arcivescovo Maggiore Claudiu-Lucian Pop della Chiesa greco-cattolica Romena; l'Arcivescovo Maggiore Fülöp Kocsis della Chiesa Greco Cattolica di Ungheria; e il Metropolita Jonas Jozef Maxim, capo della Chiesa greco-cattolica in Slovacchia. Erano presenti, tra gli altri, anche il Vicario Generale delle Chiese orientali Yuriy Kolasa e il Vescovo ausiliare cattolico ucraino di Leopoli, Volodymyr Hruza.
Gli ordini religiosi austriaci erano rappresentati principalmente da suor Franziska Madl e dal prevosto Anton Höslinger, i due presidenti della Conferenza austriaca degli ordini religiosi. Erano presenti anche numerosi altri abati e superiori. Era presente anche l'arciabate Ciril Hortobagyi dell'abbazia benedettina ungherese di Pannonhalma.
Hanno partecipato anche diversi rappresentanti ecumenici e di altre confessioni religiose.
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