Milano, 30 January, 2026 / 11:00 AM
“Non ridurre il corpo a una macchina da sfruttare. Il corpo parla ma il vocabolario delle parole è custodito nell’anima, nella memoria, negli affetti, e parlando contesta chi non l’ascolta e lo usa, chi non lo ascolta e ne fa una cosa, un manichino da vestire, una vetrina in cui curiosare. Il corpo parla e dice dell’anima come l’anima sente e pensa e ama e dice del corpo”. Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, nella messa celebrata ieri nella Basilica di San Babila per l’accoglienza della croce degli sportivi, in vista delle ormai prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
“In queste settimane – ha osservato l’Arcivescovo - i Giochi olimpici e paralimpici saranno una specie di festival del corpo. E il corpo racconterà le sue avventure e potrà istruire la città e tutti coloro che sanno ascoltare: il racconto infatti è come una lezione di vita, è come una predica severa, è come una confidenza commovente. Il corpo degli atleti delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi dirà di quanta volontà sia necessaria per affrontare gli sforzi, le fatiche dell’allenamento. Dirà di quanta virtù sia necessaria per custodire le passioni. Dirà di quanta amabilità sia necessaria per coltivare lo spirito di squadra. Dirà di quale fortezza sia necessaria per accettare la sconfitta senza deprimersi. Dirà di quanta libertà sia necessaria per riconoscere di non essere perfetti”.
Monsignor Delpini ha però invitato a guardare ad un altro corpo, quello crocifisso: “In questa chiesa accogliamo il segno del corpo crocifisso. La croce degli sportivi è più uno spiraglio che una figura: il corpo di Cristo, crocifisso per amore, è l’apertura per andare oltre e accogliere il mistero. Il corpo assente incoraggia le domande, lo sguardo, l’attenzione. La croce degli sportivi rimarrà in questa chiesa per i giorni delle Olimpiadi e Paralimpiadi e per chi saprà ascoltare parlerà come parla un corpo glorioso, il corpo assente che attira lo sguardo, provoca la memoria, alimenta lo stupore e convince a cantare l’alleluia di Pasqua. Se volete sapere che cos’è l’amore, se volete sapere se ci sia una speranza, se volete sapere come possano i molti diventare uno e quale potenza di Dio rende possibile che tutte le membra del corpo, pur essendo molte, siano un corpo solo, se chiedete che cosa significhi il comandamento di Gesù di amarci gli uni gli altri, guardate a Gesù, adorate il corpo crocifisso e risorto, ascoltate le sue parole e seguitelo, perché lui è la via, la verità, la vita”.
E ieri in occasione della Messa, anche il Papa ha inviato un telegramma, firmato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.
“Papa Leone XIV – scrive il Cardinale Parolin a nome del Pontefice - auspica che l’importante evento susciti sentimenti di amicizia e di fraternità, rinsaldando la consapevolezza del valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana. Il Santo Padre assicura la sua preghiera affinché queste giornate di sana competizione contribuiscano a costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace”.
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