Città del Vaticano , 05 February, 2026 / 12:57 AM
Papa Leone XIV con un rescritto allinea la Fondazione “Giovanni Paolo II per il Sahel” al quadro “normativo vigente per le Persone Giuridiche strumentali della Curia Romana e alla normativa sul patrimonio della Sede Apostolica”, con un’udienza concessa lo scorso 29 gennaio 2026 al cardinale Parolin, Segretario di Stato vaticano. Così si apprende in una nota diffusa oggi dalla Sala stampa vaticana.
La Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel è stata fondata da Papa Giovanni Paolo II nel 1984, con un chirografo dopo la sua prima visita in Africa, dove vide personalmente la grande tragedia dei popoli provati dalla siccità e dalla desertificazione. Ha sede presso il segretariato operativo di Ouagadougou, Burkina Faso. La Fondazione, quando nata, faceva parte del Pontificio Consiglio “Cor unum”, soppresso poi da papa Francesco con il motu proprio “Humanam progressionem” del 17 agosto 2016, e facendo passare “le sue funzioni” al nuovo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, aveva bisogno di un nuovo inquadramento.
Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha espresso soddisfazione per la pubblicazione del nuovo Statuto, “risultato di un lungo e condiviso processo di riforma istituzionale della Fondazione”. “La nomina, nel dicembre 2024, del delegato pontificio, monsignor Florent Hassa Koné, vescovo di San, in Mali, e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, è avvenuta - afferma la nota - con l’obiettivo di accompagnare le ultime fasi di questo processo in un costante dialogo con le istanze della Santa Sede”.
Con la collaborazione della Conferenza episcopale italiana, della Chiesa e della comunità locale, la Fondazione è impegnata a dare testimonianza della vicinanza del pontefice alle persone che vivono nelle zone più povere del pianeta, realizzando progetti contro la desertificazione, nel settore ambientale, dello sviluppo agricolo e degli impianti di pompaggio dell’acqua e delle energie rinnovabili. Si occupa inoltre di formare personale tecnico specializzato, che possa mettersi al servizio del proprio paese. Negli anni la Fondazione è diventata, infine, uno strumento di dialogo interreligioso: la maggioranza dei beneficiari, infatti, appartiene alla religione musulmana. Della Fondazione fanno parte 9 paesi della regione del Sahel: Burkina Faso, Capo Verde, Gambia, Guinea Bissau, Mali, Mauritania, Niger, Senegal, Ciad.
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