Il vescovo Dalman: la Chiesa luterana di Svezia attende il Papa

Johan Dalman vescovo di Strängnäs e Cappellano di Corte
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
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Anche la Svenska Kyrkan attende Papa Francesco come personaggio di grande forza morale. L’evento di Lund non è stato organizzato tanto dagli svedesi quanto dalla Federazione luterana mondiale che ha sede e Ginevra, e la Chiesa di Svezia fa riferimento al luteranesimo, ma è soprattutto una Chiesa nazionale, legate alle tradizioni culturali e popolari.

Interessante allora sentire la voce della Svenska Kyrkan, tramite uno dei sui vescovi più in vista. Johan Fredrik Dalman,è vescovo di Strängnäs e cappellano di Corte.

Che cosa significa questa visita del Papa per la Chiesa luterana di Svezia?

Questo è per molti di un noi un annuncio per il quale abbiamo pregato da molti anni. Abbiamo pregato per qualcosa che fosse un segno che la gente potesse vedere, che i cristiani fossero uniti da Cristo in Cristo. Questo è davvero un annuncio per il quale abbiamo pregato in molti modi.

Come si sta preparando la Sua diocesi ?

Si parla molto di questa visita in Svezia naturalmente. In primo luogo penso perché il Santo Padre è una persona che molti rispettano, e certo non solo noi che abbiamo sempre rispettato tutti i Pontefici, ma anche quelli che hanno pochi legami con la Chiesa, sentono che è una persona di intregrità morale, molto caloroso e credibile, una persona per cui “ora et labora” sono sempre insieme. E i nostri giornali sono pieni di questo genere di reazioni.

Del resto però molto del lavoro di preparazione è stato svolto da Ginevra, dalla Federazione Luterana Mondiale, e dal Vaticano, così noi siamo soprattutto spettatori.

La vita religiosa nella Sua diocesi, nella Chiesa Luterana di Svezia, in un mondo secolarizzato come  si svolge?

Devo dire che sono stato prete per molti anni e quando ero un giovane prete e andavo dalle famiglie per i battesimi, matrimoni, funerali, erano sempre molto gentili, simpatici, ma erano più interessati a quali inni scegliere e dove dovevano stare nella celebrazione. Ora invece quando incontro la gente, ne incontro moltissima, c’è una ricerca spirituale e le persone vogliono comprendere le radici cristiane vogliono imparare a pregare, vogliono parlare di Gesù. E io credo che una cosa che ha reso  possibile questo cambiamento è che abbiamo molte culture nella nostra società persone che arrivano da altri paesi, rifugiati che arrivano dalla Siria, che hanno una fortissima tradizione cristiana. E così molta gente si chiede: chi sono? Quali sono le mie radici cristiane? E così vedo che ci sono molte persone che tornano alla fede nella nostra società. E non vedo la secolarizzazione come un grande forza, ma vedo che il messaggio cristiano, il Vangelo come una forza più grande nella nostra società oggi, ed è in crescita.

Lei ha anche l’incarico di Vescovo di Corte, qual è la Sua esperienza?

É favolosa, noi celebriamo molti eventi. Si tratta della parrocchia reale con circa 500 membri, i primi ovviamente sono il Re e la Regina e tutta la Famiglia reale. Loro sono cristiani devoti e  per loro la identità cristiana è molto importante. Abbiamo celebrato i 70 anni del Re, abbiamo appena avuto due battesimi, e abbiamo cantato il Te Deum quando sono nati i bambini. E subito quando ho conosciuto la Famiglia reale ho capito che per loro la fede è molto importante, non solo qualcosa di esteriore da mostrare, ma è davvero nel loro cuore. Ed questi eventi vengono anche trasmessi in tutto il mondo, ed bello vedere che queste persone che sono delle “star” per molte persone sono cristiani impegnati, e questo è un meraviglioso messaggio di evangelizzazione. E soprattutto i giovani,  per loro vedere che le principesse e il principe hanno dei valori cristiani è un messaggio per tutta la società svedese.

La Regina ha un rapporto speciale con la Santa Sede...

Si assolutamente, Lei è una vera cristiana ed ha molti impegni in differenti organizzazioni e agenzie umanitarie. Non me ne occupo direttamente, ma certo nelle organizzazioni sociali della Chiesa Luterana di Svezia Lei è molto attiva ed è sostenuta dalla famiglia e la principessa ereditaria ha viaggiato insieme ad alcuni operatori sociali per vedere cosa la Svezia può fare nelle situazioni di crisi.

 

 

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