30 anni fa la morte del Cardinale Civardi, "uomo di Curia che amò la Chiesa"

Fu Segretario della Congregazione per i Vescovi dal 1967 al 1979

Lo stemma del Cardinale Civardi
Foto: Araldica Vaticana
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"Noi lo ricordiamo con affetto e con stima, e sentiamo anche il bisogno di ringraziarlo per quanto egli ha compiuto per la Santa Sede e per la Chiesa intera. Lunga e benemerita è stata infatti l’opera svolta dall’illustre defunto, specialmente nell’ambito della curia romana, in vari dicasteri e durante la celebrazione del Concilio Vaticano II. Con grande spirito apostolico compì sempre il suo dovere, mantenendo in tutte le mansioni occupate la sua mitezza d’animo, la sua gentilezza, la sua bontà. Fu uomo di Curia e amò intensamente la Chiesa applicandosi con ardore al suo servizio". Con queste parole Giovanni Paolo II ricordava nella omelia della messa esequiale il Cardinale Ernesto Civardi, di cui oggi ricorre il 30/mo anniverasio della morte.

Nato nel pavese nel 1906, il futuro porporato viene ordinato presbitero il 29 giugno 1930.

Dopo aver studiato presso la Pontificia Università Gregoriana divenne Vice rettore del Pontificio Seminario Lombardo a Roma iniziando contestualmente a lavorare in Curia presso la Congregazione Concistoriale, che oggi ha assunto il nome di Congregazione per i Vescovi.

Durante il Concilio Vaticano II partecipò ai lavori in qualità di perito.

Nel 1967 Papa Paolo VI lo nominò Segretario della Congregazione per i Vescovi eleggendolo alla Chiesa titolare di Sardica con dignità arciepiscopale e consacrandolo personalmente Arcivescovo. Allo stesso tempo assunse l'incarico di Segretario del Collegio Cardinalizio.

Nel 1979 - nel suo primo concistoro - Giovanni Paolo II lo creò cardinale di Santa Romana Chiesa, assegnadogli la diaconia di San Teodoro.

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