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Giornata per approfondimento e sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, il 14 appuntamento alla Gregoriana

Intervengono Riccardo Di Segni, Rabbino capo di Roma, e Monsignor Ambrogio Spreafico, Vescovo emerito di Frosinone-Veroli-Ferentino-Anagni-Alatri

La Pontificia Università Gregoriana |  | MM ACI STAMPA La Pontificia Università Gregoriana | | MM ACI STAMPA

Il prossimo 17 gennaio verrà celebrata la 37ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, e avrà per tema “«In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Sessant'anni di Nostra Aetate".

La Diocesi di Roma ha organizzato per il prossimo 14 gennaio un incontro presso la Pontificia Università Gregoriana, promosso dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi con la Comunità ebraica di Roma. L’appuntamento è alle ore 18, nell’Aula C008 dell’ateneo di piazza della Pilotta, 4.

Introdurrà i lavori il professor Massimo Gargiulo, pro-direttore del Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici dell’Università Gregoriana; interverranno poi Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e Monsignor Ambrogio Spreafico, Vescovo emerito di Frosinone-Veroli-Ferentino-Anagni-Alatri.

L’incontro sarà moderato da monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti della diocesi di Roma, secondo il quale “questo incontro, in un anno così difficile, assume un significato profondo a partire dalla volontà congiunta dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e della Conferenza episcopale italiana non solo di proseguire il dialogo, ma di approfondirlo a partire dal tema scelto. La benedizione di Abramo e di tutta la sua discendenza viene letta in maniera sinergica ma distinta, secondo le diverse sensibilità, dalla parte cattolica e da quella ebraica, sentendo la responsabilità di rispondere per il bene comune dei popoli. Ricordare il sessantesimo anniversario della dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, “Nostra aetate”, conduce con fiducia e speranza in un tempo carico di domande cogenti, ma la radice spirituale comune ci ricorda il dovere e la responsabilità di essere prossimi gli uni agli altri”.

 

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