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Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale del Malato 2026. “L’amore non è passivo, va incontro all’altro”

“La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”,

Papa Leone XIV |  | Vatican Media / EWTN Papa Leone XIV | | Vatican Media / EWTN

“La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, è questo il tema per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato 2026 firmato da Papa Leone XIV. “La XXXIV Giornata Mondiale del Malato sarà celebrata solennemente a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l’immagine del buon samaritano, sempre attuale e necessaria per riscoprire la bellezza della carità e la dimensione sociale della compassione, per porre l’attenzione sui bisognosi e sui sofferenti, come sono i malati. Tutti abbiamo ascoltato e letto questo commovente testo di San Luca”, scrive subito il Pontefice nell’incipit del Messaggio.

Sulla compassione il Papa dice: “Ho voluto proporre la riflessione su questo passo biblico, con la chiave ermeneutica dell’Enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore”.

“Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. La parabola racconta che il samaritano, vedendo il ferito, non è “passato oltre”, ma ha avuto per lui uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Gesù, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale. L’amore non è passivo, va incontro all’altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l’esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si è avvicinato all’umanità ferita”, continua il Papa.

“Il dono dell’incontro nasce dal legame con Gesù Cristo, che identifichiamo come il buon samaritano che ci ha portato la salute eterna e che rendiamo presente quando ci chiniamo davanti al fratello ferito. San Luca prosegue dicendo che il samaritano “sentì compassione”. Avere compassione implica un’emozione profonda, che spinge all’azione. È un sentimento che sgorga da dentro e porta all’impegno verso la sofferenza altrui. In questa parabola, la compassione è il tratto distintivo dell’amore attivo. Non è teorica né sentimentale, si traduce in gesti concreti: il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale.”, sottolinea ancora il Pontefice.

“Desidero vivamente che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, “samaritana”, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice più intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Gesù Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti”, conclude il Papa nel Messaggio.

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Il Cardinale Michael Czerny S.J., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, è intervenuto presso la Sala Stampa della Santa Sede per presentare il Messaggio. “Curare è compito della medicina, di cui si parla sempre molto nei notiziari. Ma il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale del Malato 2026 parla di guarigione, che è qualcosa di più ampio e più profondo del semplice curare le malattie. Ci vuole coraggio per leggere questo Messaggio con attenzione e prenderlo sul serio, con mente aperta e cuore aperto. Non ti lascia come eri prima. Ogni messaggio papale ci riporta alle basi, ma penso che questo Messaggio sia davvero per tutti. È per i cristiani e allo stesso modo per tutti gli altri.”, dice il Cardinale Michael Czerny davanti ai giornalisti.

“Il Messaggio è suddiviso in tre parti: la prima parla dell’incontro, che si rivela così importante non solo per i malati, ma per tutti. La seconda parla della compassione, senza la quale non c’è guarigione. E la terza parla del vero amore”, spiega ancora il Prefetto.

Sono fortunato a rappresentare Papa Leone nella presentazione di questo Messaggio nella sua diocesi d’origine, Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio, festa di Nostra Signora di Lourdes e 34a Giornata Mondiale del Malato. Spero che questo Messaggio non solo venga ascoltato in quel giorno, ma continui a ispirare gesti di incontro, compassione e amore ovunque si trovino malattia e sofferenza”, conclude Cardinale Michael Czerny.

Il Prefetto risponde ad ACI Prensa anche sul perchè di questa scelta, Chiclayo. "La scelta di Chiclayo non è dovuta principalmente al Papa, ma a una ragione pratica. ", ha chiarito il Cardinale Prefetto in Vaticano durante la presentazione del messaggio del Papa per questa giornata.

“Avevamo bisogno di un luogo dove, dato il clima di febbraio, fosse meno probabile che la celebrazione fosse compromessa dal maltempo”, ha affermato il cardinale. Ha poi definito questa decisione una “felice coincidenza”. Il cardinale ha inoltre sottolineato la reazione di Papa Leone XIV, che, ha detto, era "molto felice della scelta" fatta dal Vaticano nel novembre dello scorso anno.  

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