Advertisement

CEI, comunicato finale. L’impegno della Chiesa italiana a essere “casa della pace”

Tante le sfide dei vescovi italiani dopo essersi riuniti in Consiglio Permanente per la sessione invernale

Il consiglio permanente CEI |  | https://www.chiesacattolica.it/ Il consiglio permanente CEI | | https://www.chiesacattolica.it/

“La speranza, in un tempo segnato dall’incertezza e dalla “forza”, è stata il filo rosso del confronto tra i Vescovi italiani riuniti a Roma dal 26 al 28 gennaio per la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente, sotto la guida del Cardinale Presidente Matteo Zuppi”. Così inizia il comunicato finale inviato dai vescovi italiani dopo due giorni di incontri. Tanti i punti trattati soprattutto dopo il Giubileo. Ma sebbene le celebrazioni giubilari siano terminate, “non si è certo esaurito il desiderio di una speranza affidabile”.

I Vescovi italiani, in questo tempo incerto, ci tengono a precisare che il loro impegno è che la Chiesa italiana sia “casa della pace”, accogliendo l’invito di Papa Leone XIV a riscoprire l’essenziale della fede cristiana.

Per quanto riguarda il primo punto, ovvero la trasmissione della fede, la sfida, hanno evidenziato i Presuli, “è passare da una pastorale di conservazione a una proposta culturale e spirituale che sappia intercettare le domande di futuro”.

“La fede va trasmessa e celebrata: in tal senso, la liturgia e, in particolare l’Eucaristia domenicale, devono tornare a essere il luogo generativo della comunità e della formazione. In quest’ottica, è stato ribadito l’impegno a valorizzare il ruolo dei laici e degli Organismi di partecipazione, scongiurando derive di “neoclericalismo” e rispettando l’indole secolare della vocazione laicale. Ci si è soffermati, inoltre, sulla “forma della Chiesa” nel territorio, interrogandosi su come le strutture e i ministeri possano evolvere per rispondere alle sfide odierne senza moltiplicare burocrazia o ruoli non necessari. Tutti temi che hanno trovato ampio respiro nella discussione del Consiglio Permanente sulla proposta delle “linee orientative” per le Chiese in Italia, che il gruppo di Vescovi nominato dalla Presidenza CEI su mandato del Consiglio Permanente sta predisponendo a conclusione del Cammino sinodale. Tale testo, che – è stato specificato – non intende sostituire il Documento di sintesi ma offrirne una chiave operativa, individua proprio alcune priorità per il percorso ecclesiale dei prossimi anni. Il documento, integrato dalle considerazioni condivise, sarà inviato alle Conferenze Episcopali Regionali per un ulteriore discernimento, in vista della prossima sessione del Consiglio Permanente che lo predisporrà per l’esame dell’Assemblea Generale”, si legge nel comunicato finale.

Si è parlato inoltre di “creare all’interno dell’Ufficio nazionale di pastorale sociale, in collaborazione con Caritas e altre realtà interessate, un centro di raccolta di dati ed esperienze sui temi della pace e della non violenza e all’interno dell’Ufficio comunicazioni sociali, Ufficio scuola e Servizio di pastorale giovanile una piattaforma online sulle buone prassi di pastorale giovanile. Con la mozione, viene affidato al Servizio nazionale tutela minori il compito di approntare ulteriori strumenti utili a dare indicazioni per prevenire e affrontare gli abusi di potere e di coscienza nelle comunità ecclesiali”. Non solo, “i Consiglio Permanente ha anche demandato alla Presidenza la costituzione di gruppi di lavoro per lo studio di linee orientative e indicazioni per la riconfigurazione territoriale delle comunità parrocchiali e l’affido della partecipazione alla cura pastorale di una comunità a un diacono o un’altra persona non insignita del carattere sacerdotale o a una comunità di persone, e anche per lo studio degli aspetti teologici, antropologici e pastorali relativi all’accoglienza di persone omoaffettive e transgender”.

Advertisement

Passando alla cronaca e alla società i Vescovi nel corso dei lavori, hanno pregato per le giovani vittime di Crans- Montana, "uniti all’espressione di forte vicinanza ai familiari e all’auspicio che i ragazzi feriti possano riprendersi al più presto". Solidarietà unanime anche alle popolazioni colpite dal ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna, con l’invito alle Istituzioni affinché si mettano in atto tutte le misure necessarie per andare incontro alle esigenze delle famiglie e delle comunità locali devastate da questa catastrofe.

“Guardando alla situazione nazionale, i Presuli hanno poi esplicitato la loro forte preoccupazione per l’escalation di violenza che attraversa il mondo giovanile, drammaticamente evidenziata dai recenti fatti di cronaca, come la tragedia di La Spezia. Nel ribadire che la repressione da sola non è sufficiente, hanno sottolineato la necessità di investire risorse ed energie non per mantenere strutture del passato, ma per creare spazi di aggregazione e produzione culturale capaci di parlare ai ragazzi”, questa la proposta della CEI.

“In vista del referendum costituzionale sulla giustizia previsto per il prossimo marzo, il Consiglio Permanente ha lanciato un appello alla partecipazione. Pur nel rispetto delle diverse sensibilità, i Vescovi hanno invitato i cittadini a recarsi alle urne, superando il clima di disimpegno e astensionismo. Sul fronte della giustizia penale, richiamando l’esperienza del Giubileo dei detenuti e gli appelli purtroppo inascoltati di Papa Francesco e Papa Leone XIV, si sono detti favorevoli a proposte di forme di clemenza, come l’“indulto differito”, e a percorsi di giustizia riparativa. Di fronte alle spinte legislative regionali sul fine vita, i Presuli hanno riaffermato con nettezza che “la risposta alla sofferenza non è offrire la morte, ma garantire forme di sostegno. Norme favorevoli al suicidio assistito, è stato rilevato, rischiano di indurre i più fragili a sentirsi un peso per la società, mentre la priorità resta l’applicazione uniforme ed efficace delle cure palliative su tutto il territorio nazionale.”, si legge ancora nel comunicato finale.

E’ stata esaminata la questione dei padrini e delle madrine, “figure spesso in crisi d’identità o ridotte a ruoli puramente cerimoniali. È stata condivisa la necessità di un ripensamento che porti a delineare la figura del padrino come “ponte” e “mediazione” tra la famiglia e la comunità, capace di un accompagnamento stabile nel tempo. Circa la scelta dei padrini e delle madrine, ci si è concentrati su un possibile superamento dell’automatismo che la considera un diritto esclusivo della famiglia basato su legami affettivi, per aprirsi a un dialogo con la comunità che possa proporre figure di “testimoni credibili” (catechisti, educatori, membri di associazioni). Sul piano dei requisiti, in linea con Amoris Laetitia, è stato incoraggiato un discernimento pastorale che, pur richiedendo una vita di fede coerente, sappia trasformare la richiesta del padrinato anche per persone in situazioni matrimoniali irregolari in un’occasione di riavvicinamento e ripresa del cammino cristiano, valorizzando la dimensione dell’amicizia spirituale”, questo il volere dei vescovi in Italia.

Il Consiglio Permanente ha approvato il tema principale dell’82a Assemblea Generale (Roma, 25-28 maggio 2026) che sarà dedicata agli orientamenti pastorali della Chiesa in Italia e alle decisioni post- sinodali.

 

More in Italia

 

White Logo