Roma , sabato, 31. gennaio, 2026 11:00 (ACI Stampa).
Giovanni Bosco nasce il 16 agosto 1815 a Murialdo, vicino Torino. Già all'età di dieci anni, i primi segni della sua vocazione: si dedica ad aiutare i propri compagni disagiati. A sedici, si accentua ancor di più l'aspirazione alla vocazione educativa e sacerdotale. Viene ordinato sacerdote all'età di 26 anni, e dal 1841 al 1844 è ospite del convitto di San Francesco D'Assisi, a Torino. Finito il convitto Don Bosco si occupa di una delle opere benefiche della marchesa di Barolo, dove prende spunto per la sua opera educativa che segnerà - per sempre - il destino dell’ordine dei salesiani: l'oratorio. Nel primo oratorio istituito, ospita ben 800 giovani. Con l'aiuto di don Rua e Cagliero, fonda la Congregazione Salesiana che, in seguito, viene ratificata dal Vaticano. Il termine "Salesiano" deriva dal nome del santo cui Don Bosco era molto devoto: san Francesco di Sales. Don Bosco muore a Torino il 31 gennaio 1888. Viene beatificato nel 1929 e canonizzato nel 1934.
“Io mi regolo con questo principio, che i miei allievi lavorino con amore e non con l'attività”. Queste le parole di don Bosco che riescono a riassumere meglio il suo sistema pedagogico. E’ la libertà il caposaldo della sua intera azione educativa: lasciare questa ai giovani, affinchè ognuno, in ambito lavorativo, faccia con piacere solo quello che sa fare.
Don Bosco, inoltre, individua due tipi di sistemi educativi da poter “mettere in pratica”: il cosiddetto sistema preventivo e quello repressivo. Cerchiamo di comprendere meglio queste due tipologie: il primo consiste nel far conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un istituto per poi avere modo di sorvegliare gli allievi, sotto l’occhio vigile del direttore o degli assistenti in qualità di padri amorosi, guide sicure ai propri passi; il secondo, invece, consiste nel far conoscere le leggi agli allievi, sorvegliare per conoscerne i trasgressori e, nell’eventualità, punirli. Ma perché era così importante - per il santo - l’educazione dei giovani? Don Bosco, in questo, riesce - con profonda modernità - a dare un’impronta oserei dire "laica": l'educazione, secondo Don Bosco, è la grande arte di formare gli uomini affinché diventino giusti cittadini, prima di tutto, e buoni cristiani. Per questo, la sua opera educativa aveva lo scopo di formare il popolo civilmente, fisicamente e moralmente.




