A Roma una "struttura-ponte" di accoglienza socio-sanitaria per persone senza dimora

Un'iniziativa della Caritas romana e della Croce Rossa Italiana presso i locali di via Marsala vicino alla stazione Termini

La struttura di accoglienza
Foto: Caritas Roma
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La Caritas di Roma e la Croce Rossa Italiana attivano la prima “struttura-ponte” di accoglienza di tipo socio-sanitario per persone senza dimora della Capitale. A diffondere la notizia è il sito della Caritas di Roma, in questi giorni più attiva che mai a causa dell'emergenza freddo e della pandemia.

A spiegare di che si tratta è la Caritas: "Si tratta di un centro, attivo per 15 settimane, che servirà a effettuare una pre-accoglienza di dieci giorni con un parallelo screening sanitario in isolamento fiduciario al fine di garantire un successivo ingresso in sicurezza nelle strutture comunitarie quali ostelli e centri parrocchiali allestiti dalla Diocesi di Roma e dalle altre organizzazioni sociali".

La struttura è allestita nei locali dell’Ostello “Don Luigi Di Liegro” alla Stazione Termini (via Marsala, 109). La Caritas ha predisposto altre due strutture – Villa Letizia e Villa Trionfale – in cui da dicembre ha trasferito coloro che erano residenti nell’Ostello e che sono stati messi in sicurezza dopo la diffusione di un contagio all’interno. In questo modo è "garantita la permanenza in situazione di sicurezza e nel rispetto della normativa sanitaria vigente".

Spiegano dalla Caritas della Capitale: "La struttura-ponte rappresenta un servizio innovativo che funziona come centro di raccordo, anello mancante tra gli ingressi di persone dall’esterno a cui va accertata la condizione relativa al Sars-Cov-19 e la rete delle strutture tradizionali che non possono effettuare tale screening sanitario e isolamento adeguato".
"Come ogni anno, inoltre, la Caritas di Roma ha attivato le equipe del Servizio Notturno Itinerante con operatori e volontari che, a partire dalle ore 20, ogni sera andranno a presidiare le zone in cui le persone senza dimora rischiano di rimanere isolate ed emarginate. Così come restano attive, come sempre, le unità di strada del Comitato Croce Rossa di Area Metropolitana di Roma Capitale per portare assistenza e cura alle persone che vivono in strada", concludono sul sito.

"Mai come in questo momento le persone più fragili si sentono sole e abbandonate. Anche il mondo del volontariato, che all’inizio della pandemia aveva visto rivitalizzarsi lo spirito di solidarietà e partecipazione civile, vive in queste fasi un senso di scoramento e sfiducia nelle Istituzioni. Per mesi abbiamo chiesto a Comune di Roma, Regione Lazio e Prefettura di programmare procedure e spazi di accoglienza straordinari anche per i senza dimora almeno durante i mesi invernali: purtroppo la risposta sono state solo promesse e scarico di responsabilità. Oggi inauguriamo quello che vuole essere un’opera che, seppure modesta rispetto agli enormi bisogni, desidera mostrare come è possibile indirizzare le energie del mondo ecclesiale e del volontariato. Come ci ha ricordato il nostro vescovo, papa Francesco: le cose andranno meglio nella misura in cui, con l’aiuto di Dio, lavoreremo insieme per il bene comune, mettendo al centro i più deboli e svantaggiati. Ringrazio la Croce Rossa Italiana che, ancora una volta, è al nostro fianco in questo ambizioso progetto". Così don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma sempre sul sito ufficiale.

 

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