A Torino c'è l’emporio sociale che dona abiti a chi sostiene colloqui di lavoro

Si chiama “Un armadio di lavoro” ed è la nuova iniziativa lanciata da ABITO, progetto del Consiglio Centrale di Torino della Società di San Vincenzo De Paoli.

Abito progetto
Foto: Diocesi di Torino
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Si chiama “Un armadio di lavoro” ed è la nuova iniziativa lanciata da ABITO, progetto del Consiglio Centrale di Torino della Società di San Vincenzo De Paoli.

"L’abito non farà certo il monaco, ma quando si affronta un colloquio di lavoro, bastano davvero pochi secondi al selezionatore per farsi un’opinione sul candidato. E non c’è una seconda possibilità per fare una prima impressione", si legge sul sito della Diocesi di Torino che riporta l'iniziativa.

Ecco perché ABITO, il progetto del Consiglio Centrale di Torino della Società di San Vincenzo De Paoli che offre una seconda vita agli indumenti usati, donandoli alle persone in difficoltà, propone la nuova iniziativa: “Un armadio di lavoro”.

Chiunque abbia un vestito formale, quasi nuovo, può donarlo alla comunità mentre chiunque abbia un colloquio imminente potrà prenderlo.
“In questo delicato contesto economico, in cui tante persone sono alla ricerca di un nuovo impiego – raccontano Elisa Valenti e Giorgio Ceste, coordinatori del progetto ABITO, sempre al sito della Diocesi di Torino – ci siamo chiesti come potessimo dare il nostro contributo con un progetto che unisse la nostra vocazione sociale ai nostri valori di sostenibilità”.

ABITO ha aperto un emporio sociale di vestiti e ha avviato un laboratorio di sartoria per donne migranti che rigenera indumenti danneggiati.

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