Abusi nella diocesi di Lione: piena collaborazione del cardinal Barbarin con la giustizia

Il cardinale Barbarin
Foto: Diocesi di Lione
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“Il card. Barbarin e la diocesi di Lione collaboreranno con serenità e fiducia con la giustizia e forniranno agli inquirenti tutte le informazioni a loro disposizione per far luce su questi eventi la cui complessità e lontananza storica richiedono un approccio prudente”. E' il testo riportato dalla Radio Vaticana del comunicato diffuso dalla diocesi di Lione e rilanciato dalla Conferenza episcopale francese in merito all’indagine preliminare aperta dalla procura di Lione per mancata denuncia di crimine e messa in pericolo della vita degli altri.

“Consapevole della estrema gravità delle accuse imputate al prete incriminato, il cardinale Barbarin – si legge nel comunicato – desidera ricordare che al momento dei fatti non era arcivescovo di Lione e che non ha mai coperto alcun fatto di pedofilia. Si è trovato nel 2007/2008 informato del passato di questo sacerdote, le cui azioni precedenti al 1991 sono state trattate, nelle rispettive epoche, dai suoi tre predecessori. Convinto che il prete avesse rotto con il passato, è stato poi rinnovato nella missione che gli avevano dato i suoi predecessori”. Il cardinale ha preso atto che “i fatti sono più numerosi e più gravi di quanto sembrasse nel 2007/2008” ma torna a ribadire che “nessun fatto di nostra conoscenza è successiva al 1991”.

La diocesi di Lione aggiunge che è nel 2014 che per la prima volta il cardinale “riceve la testimonianza diretta di una vittima di fatti prescritti e decide, dopo aver ottenuto il parere di Roma, di sospendere il sacerdote nel maggio 2015, prima ancora della denuncia della vittima alla giustizia”. “Il card. Barbarin rinnova il suo sostegno alle vittime e alle loro famiglie e porta nella preghiera tutti coloro che sono stati feriti da questi eventi dolorosi. Esprime la speranza che la giustizia possa agire nella serenità necessaria per comprendere e accertare la verità. Il card. Barbarin ha agito con ‘estrema responsabilità’, come ha ricordato il 19 febbraio scorso il portavoce vaticano”.

“La Conferenza dei vescovi di Francia – si legge in un comunicato dell'episcopato – ha preso atto dell’apertura di un’inchiesta preliminare da parte della Procura della Repubblica di Lione e desidera primo di tutto ribadire il suo profondo dolore e il suo sostegno alle vittime di tali atti. Ribadisce la politica di fermezza condotta dai vescovi di Francia per oltre 15 anni su questioni di pedofilia”. La Conferenza episcopale ribadisce quanto affermato in un comunicato stampa diffuso dalla diocesi di Lione e “ripete, con il card. Barbarin, piena collaborazione con la giustizia. Assicura sostegno e preghiere al card. Barbarin”. 

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