Al Congresso Eucaristico l'atto agli ideologismi dei cardinali di Praga e Seul

La testimonianza del presidente della Repubblica Ungherese

Il Cardinale Duka al Congresso Eucaristico
Foto: Daniel Ibanez / EWTN
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Pace e riconciliazione tra Nord e Sud, attacchi ai valori della tradizione e alla famiglia, lo strapotere della rete. Di tutto questo ha parlato il cardinale Andrea Yeom, Soo-jung Arcivescovo di Seoul Amministratore apostolico di Pyongyang, nella sua catechesi al Congresso Eucaristico di Budapest

. “Il concetto di persona- ha detto-  la sua importanza e sacralità si sta modificando, così come il significato della vita e della famiglia. È una rivoluzione antropologica che ci invade, i cui valori sono contrari a quelli cristiani. Segni di questo cambiamento antropologico sono: l’enorme incremento dei divorzi e degli aborti, l’eutanasia e, ultimamente, lo spazio accordato nella vita pubblica alla cosidetta ideologia del “gender”. Essa crea grande confusione nei giovani, perchè presenta il “genere sessuale” maschile e femminile, non come un dato biologico, ma come un ruolo sociale che può essere liberamente cambiato. Cose che solo 30 anni fa sarebbero sembrate assurde, oggi modellano la nostra vita!”. 

 

Un grido di aiuto che arriva da una società ricca, ma che bene si avvicina alla situazione di società  più povere come ha ricordato il cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga nella sua catechesi: “Il nostro Congresso Eucaristico si svolge in una situazione in cui siamo testimoni di una lotta barbarica ed intollerante per una svolta nella nostra civilizzazione. I principi fondamentali nati nella culla della cultura umana, sull’incrocio dell’Africa, Asia ed Europa, nel paese nativo di Gesù Cristo, sono rifiutati e sono sostituiti coi valori, che sono solo una maschera delle idee del marxismo, maoismo, anarchismo. 

Sono ideologie che negano qualsiasi verità, quindi anche la Verità viene sostituita con un’ideologia malevola, da loro forzata. Si usano spesso, a questi scopi, modi arcaici di lottare le armi, la demagogia, ma anche le armi moderne, tra cui il linciaggio mediatico. Queste armi sono armi diaboliche e tanti si preoccupano che siano invincibili. Sappiamo, però, che le parole della Verità eterna, sono invincibili, perché la realtà ogni volta scopre i surrogati, le imitazioni”.

E’ chiaro allora lo scopo stesso del Congresso Eucaristico: “ La nostra riflessione sull’Eucaristia nel Congresso internazionale eucaristico, fa parte della liturgia della Chiesa. La Chiesa non è una mera istituzione, oppure, come si pensa, una organizzazione politica, ideologica, o forse economica. L’eucaristia non è pensabile senza una comunione della Chiesa, dei testimoni di Gesù. L’Eucaristia ha una dimensione universale, il suo agire oltrepassa la Chiesa, l’umanità, tutti i vivi e defunti, abbraccia tutta la creazione. La Chiesa che potrà diventerà attraente per l’uomo di oggi, è la chiesa dell’Eucaristia”. 

Significativo a tal proposito la riflessione che nel Congresso Eucaristico a Budapest nel 1938, l'allora Arcivescovo di Zagreb, oggi Beato Martire Alojzije Stepinac, fece dinanzi al pericolo della guerra che si stava preparando, riproposta dal Cardinale Bozanic: “in questi giorni terribili, che il genere umano sta vivendo, crediamo fermamente, ancor più fermamente di sempre, che esiste un Amore onnipotente, che è in grado di unire tutti i popoli in una grande e lieta famiglia. Questo è l'Amore di Cristo nella Santissima Eucaristia. Questa fede nell’Amore onnipotente ci riunisce oggi da tutte le parti del mondo....La Santa Eucarestia è l'aureo legame di amore, che unisce l'uomo con Dio. È l'aureo legame che unisce gli individui, che unisce le famiglie, ipopoli e le nazioni....Noi cattolici crediamo in questo. Noi crediamo e per questo ripetiamo con le parole piene di fede di San Giovanni Apostolo: 'Nos credidimus caritati, quam Deus habet in nobis'» (A.Stepinac, Omelia nel Congresso Eucaristico a Budapest il 27 maggio 1938).

Tra i relatori della mattina anche il presidente della Repubblica ungherese János Áder. Ha cominciato a far parte della vita politica ungherese negli anni precedenti al cambiamento di regime, e continua ad esserne uno dei protagonisti. Dal 2012 è il capo dello Stato. È il presidente della commissione civile che prepara il Congresso Eucaristico Internazionale di Budapest. Si deve a lui l’idea del volume intitolato Guardando il cielo – La presenza di Dio nella poesia ungherese. Seguendo la proposta del suo professore di retorica ha fatto esercizio recitando poesie, tra cui poesie su Dio, le quali sono diventate un’esperienza fondante della sua vita. Nella prefazione al detto volume cita il poeta Attila József: „Dio stava qui alle mie spalle – mentre io ho fatto il giro del mondo per trovarlo.”

Nella sua testimonianza venerdì al Congresso Eucaristico Internazionale, János Áder Presidente della Repubblica ungherese ha parlato degli  impatti degli eventi imprevisti sull'anima umana. “Perché ci accadono tutti questi eventi imprevisti e perché succedono allo stesso modo? Di solito vengono date due risposte: “è stata solo una coincidenza” oppure “Lo ha voluto il Signore””.

La testimonianza del Presidente della Repubblica di Ungheria si è conclusa con la convinzione che  la ricerca e l'accoglienza di Dio ha bisogno di una vera attività, non può essere una azione passiva. “Tutti riceviamo i nostri segni, e sta a noi prenderli come una semplice storia o una parabola. Sta a noi vederla come una “coincidenza” o un'azione di Dio”.

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