Al Santuario di Ta' Pinu a Gozo ogni visita è una conversione e un miracolo

Il rettore racconta un vero miracolo che ha salvato la vita di un bambino in piena pandemia

Il rettore del Santuario di Ta' Pinu Padre Gerard Buhagiar
Foto: Mercedes De La Torre
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Il Santuario di Ta’ Pinu è il luogo di pellegrinaggio più famoso di Malta, ma di fatto si trova nell’isola di Gozo.

Oggi è una grande chiesa in stile gotico ma già nel ‘500 c’era una cappellina che venne abbattuta a causa del grave stato di abbandono. Quando la demolizione iniziò, un operaio si ruppe un braccio: l’episodio fu interpretato come un segno e i lavori furono interrotti. Dopo molto tempo la chiesetta venne acquistata da un certo Pino Gauci, da cui il nome Ta’ Pinu che la ingrandì e la restaurò sistemandovi anche un quadro della Vergine Assunta. Chiusa, poi, al culto per un paio di secoli, la chiesa è tornata alla ribalta per un evento prodigioso: il 22 giugno 1883 una contadina che passava di lì, Carmela Grima, si sentì chiamare da una voce che la invitava a recitare “tre Ave Maria, una per ogni giorno in cui il mio corpo è rimasto nella tomba”. La donna si confidò con un amico, Francesco Portelli, il quale rivelò di aver udito anche lui la stessa voce con la medesima richiesta nei pressi della chiesetta. La notizia dei due veggenti, che nel frattempo avevano ottenuto miracolose guarigioni, si sparse in breve tempo per tutta l’isola e Ta’ Pinu divenne, così, meta di pellegrinaggio, ottenendo anche l’autorizzazione del vescovo di praticare il culto mariano nel 1887, quando l’isola di Gozo restò miracolosamente immune a una drammatica epidemia di colera. Per festeggiare il primo centenario dell’apparizione, si tenne a Malta nel settembre 1983 il IX Congresso mariologico internazionale e il XVI Congresso mariano internazionale. Il santuario di Ta’ Pinu ha già ricevuto la visita di un Papa: sul suo sagrato Giovanni Paolo II il 26 maggio 1990 celebrò l’Eucaristia. 

A parlarci della importanza del santuario è il rettore Padre Gerard Buhagiar:

“Posso dire che questo è il luogo più sacro e più caro al popolo, non solo al popolo gozitano, ma anche ai maltesi, è un santuario nazionale dove vengono da Malta e anche da fuori Malta, perché tanti emigranti maltesi hanno portato l’immagine della Madonna di Ta’ Pinu non soltanto come un ricordo, ma scolpita nel loro cuore”.

Tra le devozioni mariane maltesi la più suggestiva è quella dei 15 mercoledì prima dell’Assunzione. Di cosa si tratta?

“Questi 15 mercoledì iniziano come un pellegrinaggio, un mercoledì di preghiera alla Vergine. Iniziano il primo mercoledì di maggio e finiscono con la vigilia dell’Assunta. In questi mercoledì, il santuario apre le porte alle 4.30 della mattina, con la prima Eucaristia celebrata alle 5 del mattino e chiude le porte alle 10.30/11.00 di sera. E'un giorno di celebrazione dell’Eucaristia, un giorno di confessioni. E vengono, non solo gli anziani, ma, soprattutto la sera, dopo che la gente torna a casa dal lavoro, dopo cena, troviamo i giovani e le nuove famiglie che vengono a pregare nel silenzio”.

Anche i Pontefici sono sempre stati legati a questo santuario…

“Il santuario attuale è stato costruito nel 1931, già nel 1935 il Cardinale Alessio Lepicier, come inviato del Papa Pio XI, ha incoronato l’immagine della Vergine di Ta’ Pinu. Poi Giovanni Paolo II nella sua visita come primo Papa ha celebrato l'Eucaristia sul sagrato, davanti il Santuario, e  ha messo la corona di dodici stelle, lo Stellario, sull’immagina di Maria. Papa Benedetto XVI ha regalato, come riconoscenza della devozione del popolo maltese alla Vergine, la rosa d’oro. Poi, nel 2018, abbiamo benedetto anche sul sagrato l’immagine dei 20 misteri dei mosaici di Rupnik, per l’occasione Papa Francesco ha inviato un video messaggio. Poi anche Francesco ci ha regalato la rosa d’oro, come riconoscenza. Questi Papi hanno sempre approvato la devozione, l’amore del popolo maltese verso la Nostra Signora di Ta’ Pinu”.

 Per lei personalmente cosa significa vedere la devozione delle persone e tante grazie per intercessione della Madonna, qual è la sua esperienza pastorale? 

“ A volte è faticoso ascoltare tante persone, ma esco di qua con il cuore pieno di gioia, per il fatto che veramente, come dice Papa Francesco, i Santuari sono una clinica della Vergine Maria. E anche se molti restano stupiti dai tanti ex voto che ci sono per me credo che i più grandi miracoli, non possono essere messi attaccati al muro. Specialmente quando si ascoltano persone che vengono a confessarsi dopo tanti anni. Alcuni che dicono di essere atei, che sono venuti qui al Santuario soltanto per ammirare la bellezza architettonica e artistica del Santuario, che poi dopo sono in lacrime e mi dicono ‘ma cosa c’è lì dentro’? Queste lacrime non sono lacrime di disperazione. Sono lacrime piene di pace. Ma dice cosa c’è in quella stanza (loro non sanno che è una cappellina), cosa c’è in quel quadro? Perché la pace che ho sperimentato, non l’ho mai sperimentata in vita mia. Solo oggi quando son venuto qua”? Queste sono le domande.”

 Lei è stato testimone di un miracolo, ci può raccontare la storia? 

“ Si trattava di una donna incinta, nei giorni in cui c’è stato il lock down per il covid. I medici hanno visto che il bambino aveva grossi problemi legati al cuore, tanto che le hanno consigliato di terminare la gravidanza. Questa donna è venuta tutti i giorni a Messa, a porte chiuse, con un permesso che le è è stato dato dal Vescovo Grech, oggi cardinale. I medici dicevano:“probabilmente il bambino morirà”. Ma il bambino è nato e grazie all’intervento del Cardinale Grech, è stato anche operato l’anno scorso al Bambino Gesù a Roma e oggi è sano e vivo. Questa donna dice sempre “questo bimbo non è mio, ma è figlio della Vergine di Ta’ Pinu”.

 

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