Alla Chiesa in Brasile, il Papa: “Prendersi cura del creato e difendere gli ecosistemi”

Papa Francesco, Udienza
Foto: Lucia Ballester, ACI Group
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Prendersi cura del creato, in ogni sua forma. E’ quanto dice Papa Francesco nel suo messaggio inviato ai fedeli brasiliani in occasione della 54.ma Campagna quaresimale di Fraternità, promossa dalla Conferenza Episcopale del Brasile, quest’anno sul tema Fraternità: ecosistemi brasiliani e difesa della vita. “La cura della casa comune”, è ancora una volta questo ciò che sottolinea e richiede il Pontefice ai Fratelli Brasiliani.

Papa Francesco riporta nel suo messaggio che il “Creatore è stato generoso con il Brasile, in quanto gli ha concesso una varietà di ecosistemi di straordinaria bellezza”. Ma, purtroppo, c’è molta aggressione e degradazione verso la natura.

Per il Papa, la Chiesa del Brasile è stata “una voce profetica” per il rispetto e la cura verso l’ambiente e i poveri. Perché “essa non solo ha richiamato l'attenzione alle sfide e ai problemi ecologici, ma ha sottolineato i modi per superarli”.

Il Papa ricorda le iniziative del 1979 della Campagna di Fraternità, il motto sempre attuale “Per un mondo più umano”. Inoltre ricalca l’obiettivo della Campagna quaresimale di quest’anno, che prende spunto dal versetto biblico, “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gn 2,15). “Dobbiamo prenderci cura del creato – ribadisce Francesco – specialmente degli ecosistemi, doni di Dio, e promuovere relazioni rispettose della vita e della cultura delle persone che vi vivono, soprattutto alla luce del Vangelo”.

Per Francesco questa Campagna “ci invita infatti a contemplare, ammirare, ringraziare e rispettare la diversità naturale che si manifesta nei vari ecosistemi del Brasile”.

Questa, per il Pontefice, è una “delle più grandi sfide in tutte le parti della terra”, perché “le degradazioni ambientali sono sempre accompagnate da ingiustizie sociali”.

Infine per Francesco è “possibile trovare un modello sostenibile che può essere un'alternativa al desiderio sfrenato di profitto che esaurisce le risorse naturali e danneggia la dignità del povero”.

 

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