Alla Gregoriana il ricordo di Giovanni Palatucci

Giovanni Palatucci
Foto: papaboys.org
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Martedì 21 maggio presso la Pontificia Università Gregoriana ha avuto luogo un incontro dedicato alla memoria di Giovanni Palatucci.

La conferenza, fortemente voluta da padre Vitale Savio, presidente della fondazione, dedicata al servo di Dio ha analizzato, con diversi interventi, la figura del funzionario italiano.

Giusto fra le Nazioni, nel corso della Seconda guerra mondiale non ha esitato a spendere la propria esistenza, per salvare la vita di molte migliaia di persone che, senza colpa alcuna, furono oggetto di una dura persecuzione. Deportato nel campo di concentramento di Dacahu, in questo luogo trovò la morte. Era il 10 febbraio 1945.

L'interessante simposio, organizzato dal professore padre Sandro Barlone, direttore del Centro di fede e cultura Alberto Hurtado ed in collaborazione con il Centro cardinal Agostino Bea, ha avuto come relatori il dott. Raffaele Camposano, direttore dell’Ufficio Storico e del Museo Storico della Polizia di Stato, padre Pascual Cebollada Silvestre, postulatore generale della Compagnia di Gesù ed il rav. Joseph Levi della Florence School of Dialogue (FSD).

Nel corso della serata è stata ricordata la figura di questo esemplare martire della carità, sotto diversi aspetti: storici, sociali e spirituali. Ciò in quanto il suo ricordo non si fermato in quel giorno del 1945, ma resta tutt'ora attuale come un esempio di coerenza e fede, nella Bellezza di quei valori che rendono onore e dignità all'esistenza.

Padre Barlone, in qualità di moderatore, ha introdotto i vari lavori, evidenziando la peculiarità dell'attività del servo di Dio, inserita nel programma del centro Hurtado.

Nel proprio intervento, il dott. Camposano ha sottolineato gli aspetti, più peculiari e professionali, del coraggioso membro dell'amministrazione pubblica. In modo particolare ha evidenziato l'opera di Giovanni Palatucci come uomo, dirigente e servo di Dio. Nella relazione ha messo in luce il valore etico dell'intera attività del funzionario italiano. Fede, legge e libertà furono i tre postulati, coniugati da Palatucci, in favore dell'umanità. Particolarmente interessati, i numerosi riferimenti al concetto di servizio che il servo di Dio identificava nell'opera della Polizia di Stato, come quel lavoro fatto di umana solidarietà, in favore della società.

Padre Cebollada Silvestre, nella relazione tenuta, ha fatto presente con precisione e particolare cura, lo stato della causa di beatificazione, intrapresa dal cardinale Camillo Ruini. Da quel febbraio del 2014, la postulazione sta analizzando i diversi aspetti, giuridici e religiosi, contemplati dal processo canonico. In tale attività, il postulatore, con attenta puntualità, ha richiamato l'attenzione dell'uditorio sulla fede che ha animato il servo di Dio, in difesa del bene comune. Nell'intervento ha ricordato il lavoro storico del prof. Guiducci e l'opera musicale di Florence Astaire.

Il rav. Joseph Levi, con particolare attenzione, ha messo in luce le originali capacità di questo Giusto fra le Nazioni, con l'osservare che la sua testimonianza è da inserirsi in quel quotidiano percorso di santità, che illumina le buone scelte dell'uomo. Nelle sue parole ha ricordato, con vivo realismo, come quei valori di fraternità e solidarietà sono presenti nel Midrash ebraico e nella Sacra scrittura, simbolo di quella sacralità del quotidiano che rappresenta un augurio per il tempo a venire.

Questi interventi di particolare merito, per intensità ed analisi scientifica, hanno ricordato come la dignità dell'esistenza ed il dovere di esserci non sono solo parole, ma segni concreti che brillano dietro la parola altruismo. Tali riflessioni, segno di rispetto e di onore, hanno risuonato nell'importante Università, coinvolgendo, con toccante concretezza, il numeroso uditorio.

Nel cuore della vecchia Roma, in questa serata di fine maggio, si è cosi svolto un momento di particolare importanza per tutti coloro che seguono, con affetto e stima, il percorso storico e attuale della testimonianza di quest'uomo che ha siglato, con la parola Vita, quel sacrificio che ancora oggi interroga l'umanità, proponendo il vangelo come chiave di volta dell'esistenza.

 

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