Amoris Laetitia, il Sinodo è ancora aperto. Nel Magistero

Papa Francesco al Sinodo dei Vescovi
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Più che le conclusioni dei due anni di lavori post-sinodali, Amoris Laetitia si presenta come un contributo ad un dibattito. Perché questo vuole Papa Francesco, e si legge subito, sin dall’introduzione: “La complessità delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali.” E ancora: “Ricordando che il tempo è superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero”. Siamo ancora, insomma, in tempo di Sinodo. Ma le bussole che vengono date da Papa Francesco provengono direttamente dalla tradizione della Chiesa.

Prova ne è l’esaltazione dell’Humanae Vitae, l’enciclica profetica di Paolo VI, di cui oggi si invita a riscoprire il valore. Prova ne è il riferimento alla “teologia del corpo” di San Giovanni Paolo II, i cui testi sono stati anche inviati ai vescovi come preparazione alla lettura del testo post-sinodale. Insomma, il Sinodo è ancora aperto. Ma resta saldamente ancorato al Magistero.

Papa Francesco vuole però lasciare aperti degli spazi. Sottolinea nell’introduzione che “naturalmente, nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi, ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano”.

I primi cinque capitoli dell’esortazione post-sinodale sono quasi un riassunto dell’importanza della famiglia nella Bibbia, nelle Scritture, negli interventi dei vescovi e dei padri sinodali. Si parte da lontano, dall’importanza della famiglia nella Bibbia. Si passa poi a raccontare la situazione delle famiglie, ad affrontare la bellezza dell’amore e infine dell’amore fecondo.

Quali sono le realtà e le sfide delle famiglie? Papa Francesco parla dell’individualismo esasperato e della frenesia che si sperimentano nel mondo moderno, mette in luce le problematiche legate alla cultura del provvisorio, per cui la famiglia può essere infine considerata “un luogo di passaggio”. Per questo - dice il Pontefice - come cristiani dobbiamo continuare a proporre il matrimonio, da presentare non come una formalizzazione, ma in maniera che sia riconosciuto come un atto d’amore.

La Chiesa di Papa Francesco vuole essere una Chiesa in uno stato di missione permanente. Per questo ci vogliono nuovi modelli di comunicazione. Ed è il motivo per cui nell'esortazione si trova anche autocritica sul modo in cui spesso sono presentate le convinzioni cristiane. Secondo Papa Francesco, si deve essere più positivi nel mostrare la gioia della fede. Non solo: il Papa critica anche in qualche modo quanti basano buona parte della loro predicazione sui principi.

Allo stesso modo, Papa Francesco punta il dito contro la “decadenza culturale” del mondo di oggi, contro il narcisismo, a ricerca di legami veloci e mette in luce con amarezza anche il fatto che molti adulti rompono rapporti in cerca di “autonomia”.

È la società dello scarto, uno dei leit motiv di questo pontificato. E infatti il Papa vira il discorso poi sulle “derive anti-nataliste”,  e riprendendo uno dei temi in discussione al Sinodo (sollevato soprattutto dai vescovi africani) critica il fatto che queste derive siano persino incoraggiate da alcune istituzioni.  Il no del Papa all’aborto è netto.

C’è spazio, nell’esortazione post-sinodale, anche per una dura condanna della pratica dell’eutanasia e del suicidio assistito (“gravi minacce per le famiglie di tutto il mondo) e alla pratica dell’utero in affitto. E poi, l'esortazione mette in luce una lista di difficoltà che vivono le famiglie: si va dalla miseria, alla presenza di anziani in famiglia, alla necessità di crescere figli portatori di handicap.  Il Papa punta anche il dito contro la violenza sulle donne. Fortissima la condanna delle unioni civili: “Avanza in molti paesi una decostruzione giuridica della famiglia che tende ad adottare forme basate quasi esclusivamente sul paradigma dell’autonomia della volontà”.

Papa Francesco attacca anche con forza l’ideologia gender: “È inquietante – scrive -  che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini”. Sottolinea che “non si deve ignorare che «sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare “. Nota che “la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie”.

Quale è l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e la famiglia? Molte delle citazioni del Papa sono prese dalla Relatio Synodi, in particolare dalla parte iniziale della relatio tutta dedicata alle fonti bibliche. E poi, Papa Francesco cita la Costituzione Conciliare Gaudium et Spes, l’insegnamento di San Giovanni Paolo II, quello di Benedetto XVI. Il sacramento del matrimonio  - sottolinea - “non è una convenzione sociale”, ma “un dono per la santificazione degli sposi”, e “una vocazione”.

Ancora sul matrimonio, il Papa scrive che è  “particolarmente opportuno comprendere in chiave cristocentrica le proprietà naturali del matrimonio, che costituiscono il bene dei coniugi (bonum coniugum)», che comprende l’unità, l’apertura alla vita, la fedeltà e l’indissolubilità, e all’interno del matrimonio cristiano anche l’aiuto reciproco nel cammino verso una più piena amicizia con il Signore”.

L’esortazione – riprendendo l’ultimo documento sinodale - invita anche alla riscoperta dell’Humanae Vitae. E con l’occasione, Papa Francesco mette sotto accusa ancora uan volta la pratica dell’aborto: “È così grande il valore di una vita umana, ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano. La famiglia protegge la vita in ogni sua fase e anche al suo tramonto”.

Due paragrafi dell'esortazione sono dedicati al tema della libertà di educazione, e il riferimento – nemmeno troppo velato – è all’impossibilità per molti di prendere titoli di studio nelle scuole cattoliche, e alla crescente discriminazione delle scuole cattoliche nel mondo.

Per Papa Francesco, il modello di amore è dato dall’Inno alla Carità di San Paolo, cui dedica una ampia e lunghissima esegesi. Quindi, esalta il matrimonio, “un segno prezioso”, che riproduce l’amore di Dio con la Sua Chiesa. Sottolinea Papa Francesco che “il matrimonio è indissolubile”, e che “l’unione che si cristallizza nella promessa matrimoniale per sempre, è più che una formalità sociale o una tradizione, perché si radica nelle inclinazioni spontanee della persona umana; e, per i credenti, è un’alleanza davanti a Dio che esige fedeltà”.

Il Papa fa anche appello ai giovani di avere il coraggio di prendere impegni, considerando che l’amore non è “idilliaco e perfetto”, e che per questo si deve sviluppare “dialogo” e soprattutto di dare tanta importanza all’altro.

Papa Francesco parla anche di passioni, di tensioni erotiche, di violenza e manipolazione all’interno della famiglia, anche di sottomissione sessuale. Riafferma il valore della verginità e della castità con lunghe argomentazioni. Ma rivendica anche la scelta del celibato, mettendo in guardia però dai rischi di sentirsi soli.

Quindi, il Papa parla dell’amore fecondo. “Le famiglie numerose sono una gioia per la Chiesa”, dice. Ci sono lunghi capitoli dedicati alla gravidanza, all'assenza dei padri, al sentimento di essere orfani che vivono molti ragazzi. Per questo, Papa Francesco incoraggia anche il ricorso all’istituto dell’adozione.

Infine, Papa Francesco invita anche le famiglie ad accompagnare le persone ai margini, ad essere un solo corpo ecclesiale. E chiede aiuto per gli anziani, anche perché “la mancanza di memoria storica è un grave difetto per la nostra società”.

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