Aquino, quando la Storia diventa notizia: restaurate 107 pergamene

Dettaglio delle 107 pergamene della Cattedrale di Aquino, restaurate e presentate al pubblico l'8 marzo 2016, nella Sala Alessandrina dell'Archivio di Stato, Roma
Foto: Alan Holdren / ACI Group
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Sono giunte direttamente dal passato, eppure per diverso tempo quasi dimenticate. Le 107 pergamene rinvenute nella Cattedrale di Aquino (diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo) e recentemente restaurate grazie al Circolo San Tommaso d’Aquino possono aprire nuovi squarci sulla storia del territorio, e raccontare qualcosa di nuovo di un’epoca sulla quale c’è pochissima documentazione.

“Ancora non conosciamo nel dettaglio i contenuti, e c’è grande interesse per lo studio di questi preziosi documenti”, racconta ad ACI Stampa Tommaso Di Ruzza, presidente del Circolo San Tommaso d’Aquino.

Un interesse attestato dall’Archivio Segreto della Biblioteca Apostolica Vaticana e dalla Soprintendenza per i Beni Archivistici del Lazio, che hanno collaborato al progetto di restauro. Il restauro delle 107 pergamene è stato curato da un team di esperti guidato da Manuela Panucci di Roma.

E' stato un restauro complesso. Le pergamene erano arrotolate, in alcuni casi rischiavano di incollarsi, in altri la muffa stava consumando le pelli. “Come si siano salvate dalle varie distruzioni, e dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che distrussero completamente la Cattedrale di Aquino … questo non lo sappiamo”, racconta Di Ruzza.

Quando la Seconda Guerra Mondiale toccò il territorio di Aquino, monsignor Giovanni Battista Colafrancesco, allora arciprete parroco, aveva messo in salvo le pergamene. Quindi, in tempi più recenti, monsignor Mario Milanese le aveva inventariate, con l’aiuto di don Andrés Arias e del Professor Andrea La Starza. Infine, don Tommaso Del Sorbo, attuale arciprete parroco di Aquino, ha dato l’impulso definitivo al progetto di recupero.

Sottolinea Di Ruzza: “Queste pergamene ci permettono di fare una importante riflessione. Idealmente hanno fatto veramente un grande cammino nella storia. E la loro storia si incrocia con una storia, quella di Aquino, che proprio intorno al 1300 ha iniziato a vivere i suoi anni più bui di una storia millenaria”.

"La Città" – continua il presidente del Circolo – "fu distrutta e occupata da Corrado IV nel 1252 e la prima pergamena risale al 1351. L’ultima pergamena è della seconda metà del 1700, un periodo nel quale Aquino contava qualche centinaio di abitanti. Era un periodo di declino per le autorità civili, dopo lo splendore avuto in epoca romana fino al dominio dei d’Aquino, ed è una circostanza interessante che sia l'archivio dell'autorità ecclesiastica ad aprire qualche scorcio di luce sul comune patrimonio storico”.

"Si tratta" – spiega ancora Di Ruzza – “di atti di cancelleria registrati dal Capitolo della Cattedrale di Aquino. Sono documenti che certificano donazioni o al Capitolo o da parte del Capitolo, concessioni. Questo ci potrebbe consentire di ricostruire la toponomastica del tempo, ma anche di ricostruire quali erano le famiglie presenti sul territorio. Non solo. Potremmo forse avere anche una mappatura delle comunità religiose del territorio, perché nei documenti si fa riferimento non solo al Capitolo, ma anche a monasteri dei quali non si è più avuta memoria, e quindi al fermento che doveva esserci in città nonostante le vicissitudini civili e religiose”.

Se resta un mistero come le pergamene siano rimaste intatte per così tanti secoli, di certo ora il lavoro è di capire cosa vogliono raccontare. Per questo è già stata avviata la fase di studio, che sarà svolto dal Circolo San Tommaso d’Aquino e la Soprintendenza Archivistica per il Lazio e che sarà pubblicato nella Collana “Strumenti” della Direzione Generale Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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