Arcivescovo Chaput: “Ecco perché la fede è in crisi in occidente”

L'arcivescovo Charles J. Chaput di Philadelphia
Foto: Joaquin Peiro Perez / CNA
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Una crisi di fede: l’arcivescovo Charles J. Chaput, di Philadelphia, la ha messa in luce alla vigilia del Sinodo. Ma non è un concetto nuovo per lui. Da sempre, l’arcivescovo ha sottolineato che il nodo cruciale non sta tanto nell’analizzare i problemi della Chiesa da un punto di vista secolare, ma nel fatto che la fede resta disincarnata. Temi cruciali al Sinodo di oggi.

L’arcivescovo Chaput ha parlato di questi temi in una intervista con Adam Sosnowski che sarà pubblicata sul prossimo numero di Miesięcznik Wpis (wydawnictwo Biały Kruk) e che ACI Stampa può pubblicare in anticipo.

Quale è la ragione per cui la fede diminuisce nel mondo occidentale? E cosa può fare la Chiesa per questo?

Non c’è una sola ragione per giustificare questo declino. Ci sono molti fattori che hanno creato il problema. L’orgoglio occidentale è stato profondamente ferito dai traumi causati dalle due Guerre Mondiali, dalla nascita ed ascesa di ideologie assassine come il Comunismo e il Nazionalsocialismo, dall’immensa brutalità e perdita di vite umane che è cominciata nel 1914. L’orgoglio dell’inizio del 20esimo secolo ha prodotto la disperazione che abbiamo all’inizio del 21esimo secolo. Noi nascondiamo quella disperazione sotto una coperta di rumore e distrazione e appetiti consumistici. Ma quella disperazione è reale. L’idea di un Dio che ci ama sembra implausibile oggi per molti non a causa di qualcosa che un Dio cattivo avrebbe fatto, ma a causa del male che noi stessi abbiamo fatto senza che Dio ci fermasse.

Augusto del Noce ha descritto la nostra situazione al meglio nel suo saggio “Civiltà tecnologica e cristianesimo”. Vale la pena leggerlo. Come “post-moderni”, abbiamo cercato di superare la nostra disperazione con la scienza e la tecnologia, e queste producono molte buone cose, ma ci focalizzano anche radicalmente su questo mondo e lontano dal soprannaturale. Come risultato, le dimensioni religiose dell’uomo, il nostro senso della trascendenza, si sono piano piano ritirati e sono scomparsi. La civiltà tecnologica non perseguita la religione, al limite non direttamente. Non ne ha bisogno. Più che altro, rende Dio irrilevante.

La Chiesa sopravvivrà e continuerà la sua missione. Ma, per farlo, ha prima di tutto bisogno di riconoscere che la cultura che ha contribuito a creare ora non le è più amica, e perché. Come Chiesa, non vediamo ancora la Chiesa abbastanza in maniera critica. Per esempio, l’Instrumentum Laboris del Sinodo 2018 parla dei giovani e degli effetti dei social media nel continente digitale. Ma non tocca in nessun modo le più profonde dinamiche della tecnologia di cui parla Del Noce. L’Instrumentum Laboris è una densa collezione di dati sociologici con poco zelo evangelico. Parla costantemente di accompagnamento, che è impotante, ma non ha quasi alcun segno di insegnamento fiducioso. Si spera che i padri sinodali cambieranno questa rotta.

Come la Chiesa dovrebbe gestire l’attuale crisi degli abusi? Quali sono le condizioni della Chiesa negli Stati Uniti oggi? E quanto danno è stato fatto con il recente scandalo che ha coinvolto il Cardinale McCarrick?

La Chiesa negli Stati Uniti è ancora forte se paragonata alla vita cattolica di quasi ogni altra nazione “sviluppata”. Abbiamo buone risorse, molti giovani sacerdoti e leader laici, un vigoroso movimento di rinnovamento, e un gran numero di fiorenti parrocchie. Ma stiamo perdendo i giovani. Questa è una enorme sfida per il futuro. Lo scandalo innescato dall’arcivescovo McCarrick ha creato grande danno, specialmente alla credibilità dei vescovi. Il solo modo in cui possiamo riparare è essere completamente trasparenti e onesti riguardo la vastità del problema degli abusi e i nostri sforzi per affrontarlo.

Quanto sono vere le accuse dell’arcivescovo Viganò?

Questo lo deve definire la Santa Sede. È sopra la mia area di responsabilità e oltre la mia conoscenza.

L’eredità di San Giovanni Paolo II è ancora viva nella Chiesa? È ricordato negli Stati Uniti? Abbiamo bisogno di questa eredità?

L’eredità di San Giovanni Paolo II è molto viva negli Stati Uniti. La sua visita a Denver per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1993 ha formato la fede di una intera generazione. Alcune delle sue encicliche sono capolavori di intelligenza e fede. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, del suo tipo di cristianesimo, una combinazione di coraggio, zelo per Gesù Cristo, intelligenza rigorosa.

L’impegno di Karol Wojtyla per la dignità umana, per i non nati e per la sacralità della vita e la sua teologia del corpo risuonano ancora profondamente nel Cattolicesimo americano.

Come si può contrastare l’anticlericalismo presente nei media e nella cultura odierna? Cosa dovrebbero fare gli uomini di Chiesa? E cosa i laici?

L’unico modo di contrastarlo è vivere differentemente, praticando quello che affermiamo di credere. Non c’è un modo rapido di risolvere il problema. Siamo una famiglia di fede, non una “General Motors” di tipo religioso, e dobbiamo comportaci come famiglia di fede. I preti, per esempio, non sono piccoli dei. Sono peccatori come tutti. Siamo tutti uguali (laici, religiosi e clero) nel Sacramento del Battesimo. Ma, come in ogni famiglia, abbiamo compiti differenti. I preti hanno il dovere di essere pastori e insegnare, di servire i bisogni del loro popolo, di essere guide e soprattutto di celebrare l’Eucarestia e gli altri Sacramenti. La colla che tiene tutta l’impresa insieme e l’amore Se non ci rispettiamo e amiamo a vicenda, e non lo mostriamo con il nostro comportamento, tutto cadrà.

Il Sinodo potrebbe cambiare qualcosa nella Dottrina della Chiesa o nell’interpretazione della Dottrina?

Nessun Sinodo ha l’autorità di cambiare gli insegnamenti cristiani, e nemmeno il Papa ce l’ha. In termini di interpretazione, la battaglia non proclamata del Sinodo 2018 si centra sulla moralità sessuale cattolica. Come una giovane donna del ministero giovanile ha detto: sotto tutti questi dati di scienze sociali e verbosità, l’Instrumentum Laboris riguarda alla fine, molto nascostamente, il sesso. È in particolare strano che la parola castità non appaia quasi mai nel testo dell’Instrumentum Laboris. La Humanae Vitae e la teologia del corpo sono completamente assenti.

Questo sinodo sarebbe dovuto essere cancellato?

Credo che il momento non sia opportuno. Riprogrammarlo ad un momento successivo sarebbe stato saggio, ma è il Santo Padre a fare queste decisioni. La pianificazione per un Sinodo è molto complicata e difficile da cambiare.

È davvero necessario affrontare la questione LGBT al Sinodo e menzionarla in documenti ufficiali?

Non c’è niente di sbagliato nell’affrontare la questione. Piuttosto, è una naturale materia di discussion, fin quando l’insegnamento cattolico sulla sessualità umana è spiegato fedelmente e riconfermato senza compromessi e ambiguità. E questo è esattamente il punto per alcuni elementi dell’Instrumentum Laboris, che sono purtroppo deboli. L’acronimo LGBT non dovrebbe mai essere usato in un documento della Chiesa per descrivere le persone. La Chiesa non ha mai identificato le persone sulla base dei loro appetiti sessuali, o ridotto le persone alle loro inclinazioni sessuali. “LGBT” può essere accettabile nel descrivere i temi, ma non le persone.

La famiglia tradizionale è sotto forte attacco. Quale è la situazione negli Stati Uniti? Quale parte gioca l’ideologia gender in questo?

Mi riferirò di nuovo a Del Noce: l’ideologia gender è semplicemente una espressione della mentalità tecnologica e va ad influenzare tutti i temi, incluso il corpo, come materiale rozzo per la volontà umana. Si presume una definizione della “persona umana” molto differente da ogni cosa che sia parte del credo cristiano. L’ideologia gender tratta il corpo come uno strumento che possa essere migliorato o manipolato. In contrasto, la fede cristiana vede il corpo non come una sorta di supporto o capsula di argilla, ma come integrale ed essenziale a chi siamo. Dio è diventato uomo per redimere la carne umana, non per renderla insignificante.

La famiglia, per sua natura, è carnale e fertile. Un uomo e una donna diventano una carne, e nuova vita viene fuori da quello. È bellissimo, è misterioso, ma non efficiente.

Al cuore della ideologia gender c’è un risentimento della debolezza e delle limitazioni del corpo. Al cuore degli attacchi di oggi alla famiglia c’è un odio della mutua dipendenza che le famiglie chiedono e dell’amore all’interno di una famiglia che lo sigilla in una unità. Alla fine, tutte le aberrazioni sessuali di oggi e le disfunzioni si riducono a un rifiuto della creazione per l’ordine naturale come è.

Questo è il terreno e la sfida che i cristiani affrontano oggi negli Stati Uniti.

 

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