Arcivescovo You: “Preghiamo per una visita di Papa Francesco in Corea del Nord”

Il nuovo prefetto della Congregazione per il Clero celebra in San Pietro per il bicentenario della nascita del primo sacerdote coreano, Sant'Andrea Kim Taegon (1821), martirizzato nel 1846

Una celebrazione in Corea dell'arcivescovo Lazzaro You, prefetto della Congregazione per il Clero
Foto: Vatican News
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Nell’omelia della Messa per il duecentenario della nascita di Sant’Andrea Kim Taegon, primo sacerdote coreano, l’arcivescovo Lazzaro You affronta anche la situazione nella penisola coreana, e prega che “si realizzino gli auspici di una Visita Apostolica di Papa Francesco in Corea del Nord, che rappresenterà senz’altro una svolta per il consolidamento della pace nella pace nella Penisola Coreana”.

È la prima celebrazione importante in San Pietro dell’arcivescovo Lazzaro You come prefetto della Congregazione per il Clero. Il prelato coreano, che è stato anche presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Coreana e si è molto impegnato nel tema della riconciliazione nella sua arcdiocesi di Daejeon, pronuncia una omelia che è densa di riferimenti all’attualità, senza dimenticare di ricordare la figura di Sant’Andrea Kim Taegon, che nasceva proprio oggi in un paesino, Solmeo, da una famiglia – ricorda l’arcivescovo – in cui nacquero “anche 2 Santi, 2 Beati e 6 Martiri, in 4 generazioni”.

Kim fu il primo sacerdote coreano, scelto nel 1836 da San Pierre Philibert Maubant, missionario della Società per le missioni estere di Parigi (M.E.P.), insieme a Thomas Choe Yang-eup e Francesco Choi Bangje. I tre furono inviati a Macao, e Andrea Kim fu ordinato il 17 agosto 1845. “Rientrato in Patria, però – racconta l’arcivescovo You - il nostro Santo fu arrestato dopo meno di un anno di attività pastorale, per poi testimoniare coraggiosamente la fede con il sangue il 16 settembre 1846 sulla spiaggia di Saenamteo. Dopo 79 anni dal martirio, il 5 luglio 1925 fu beatificato proprio in questa Basilica, assieme agli altri 78 Martiri. Successivamente, il 6 maggio 1984, San Giovanni Paolo II lo canonizzò unitamente agli altri 102 Beati nella piazza di Yeouido, Seoul”.

Il Prefetto per il Clero ricorda il viaggio in Corea di Papa Francesco, il fatto che i fedeli dopo il suo viaggio si sono impegnati a realizzare un programma cristiano, a partire proprio dall’esempio dei martiri e di quello di Sant’Andrea Kim, il quale “attraverso la sua breve vita sulla terra di appena 25 anni e 26 giorni, ci ha mostrato la via che gli uomini sono chiamati a percorrere”.

L’arcivescovo ricorda che l’UNESCO ha patrocinato le celebrazioni del bicentenario della nascita di Sant’Andrea Kim per il 2021, che l'episcopato in Corea ha dichiarato l'anno 2021 come “giubilare”, e che proprio la figura di Kim può essere una guida per uscire dalla pandemia, che “sembra aver purtroppo accentuato la tendenza all'egoismo e alla discriminazione nella nostra società”.

Per l’arcivescovo You, il rimedio alla crisi è la fraternità, come indicato da Papa Francesco nella Fratelli Tutti, perché “per quanto il Covid-19 possa contagiare le persone senza discriminazioni e senza frontiere, la medicina per tale malattia dovrebbe essere anche qualcosa che abbatta tutti i muri: la fraternità!”

Dopo aver ricordato gli sforzi della sua arcidiocesi e della Conferenza Episcopale Coreana per permettere l’accessibilità al vaccino anche ai più poveri, il presule coreano più alto in grado in Vaticano affronta la situazione della pace in Corea.

“Noi coreani, fratelli e sorelle – dice - viviamo divisi da oltre 70 anni. Molti di noi sono già passati alla vita eterna aspettando il giorno della riunificazione. Pertanto, preghiamo costantemente che giunga quanto prima il giorno della riconciliazione e del perdono tra la Corea del Sud e quella del Nord. Quel giorno potrà arrivare prima del previsto se seguiremo la fede e gli esempi dei nostri Martiri”.

L’arcivescovo You nota che “come si vede nel recente caso di connessione e disconnessione del canale tra Corea del Sud e Corea del Nord, il rapporto tra Corea del Sud e Corea del Nord così come quello tra Stati Uniti e Corea del Nord, sembra come uno strato di ghiaccio molto sottile su un lago”, ma ci sono anche dati positivi che danno speranza, e tra questi il possibilismo degli Stati Uniti a trattare con la Corea del Nord e, appunto, il possibile viaggio del Papa.

Non può mancare, infine, il pensiero per le sofferenze nel mondo, dal terremoto in Haiti, alla situazione “dolorosa” in Afghanistan, alle “lacrime e il sangue versati da molti innocenti in Myanmar”, fino alla crisi del COVID 19.

Conclude l’arcivescovo: “Vorrei riaffermare che l'unico rimedio efficace a questi mali è la fraternità evangelica. Solo attraverso di essa potremo realizzare la volontà di Dio che desidera che la nostra Chiesa sia immagine vivente della comunione della Santissima Trinità. Mettendo in pratica le parole del Signore ‘Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!’ (At 20,35), diventeremo persone gioiosi e felici!”

Al termine della celebrazione è stato letto anche un Messaggio di Papa Francesco, che ha definito Sant'Andrea Kim come "un esemplare testimone di fede eroica".

Ha scritto Papa Francesco: "Anche oggi  di fronte alle tante manifestazioni del male che sfigurano il volto bello dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, bisogna riscoprire l’importanza della missione di ogni battezzato, il quale è chiamato a essere ovunque operatore di pace e di speranza, disposto, come il Buon Samaritano, a chinarsi sulle ferite di quanti sono desiderosi di amore, di aiuto, o semplicemente di uno sguardo fraterno”.

Quindi, il Papa ha ringraziato per gli sforzi coreani nella diffusione del vaccino e ha auspicato che “quanti si stanno prodigando per la riconciliazione nella Penisola coreana continuino con rinnovato impegno a essere dei buoni artigiani della pace, incoraggiando tutti a un dialogo rispettoso e costruttivo per futuro sempre più luminoso”.

 

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