Ariccia, iniziano le prime meditazioni. Il Papa saluta e benedice tutti

Sono ufficialmente iniziati gli esercizi spirituali per la Curia Romana ad Ariccia. Il Papa, assente, li saluta con un messaggio

Esercizi spirituali ad Ariccia, 2020
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Gli esercizi spirituali per questa Quaresima sono ufficialmente iniziati. In una lettera indirizzata al predicatore degli Esercizi spirituali, padre Pietro Bovati, il Papa prega e benedice la Curia Romana riunita ad Ariccia fino a venerdì. Protagonista della prima riflessione è Mosè.

Francesco scrive: “Vi accompagno da qui. Farò gli Esercizi nella mia camera, seguendo le prediche di padre Bovati, che ringrazio tanto. Prego per Voi: per favore, fatelo per me”.

Padre Pietro Bovati, teologo della Pontificia Commissione Bibilica, apre nel pomeriggio di domenica il ciclo di meditazioni. Papa Francesco segue da Casa Santa Marta, a causa del raffreddore- Quello di Dio e Mosè è un “faccia a faccia” in cui, dice la Bibbia, Dio parla a Mosè “come a un amico”.

I brani utilizzati per le meditazioni sono tratti dal libro dell’Esodo, dal Vangelo di Matteo e dal libro dei Salmi.

Secondo quanto diffuso da Vatican News il predicatore nella meditazione introduttiva spiega: "Ecco, la familiarità con Dio non ha nulla a che vedere con la dimestichezza negli affari religiosi, neppure con una buona cultura teologica o biblica. Essa è invece il frutto esclusivo della preghiera autentica, nella quale è dato all’uomo di vedere, gustare il disegno amoroso di Dio, il suo volere benefico da attuare concretamente, prontamente e generosamente. Senza questa esperienza di familiarità non c’è vita autenticamente religiosa ma solo nel migliore dei casi il mestiere delle cose sacre".

Continua ancora Padre Bovati: "La Chiesa sempre è desiderosa di rinnovarsi spiritualmente, è chiamata a un processo di riforma che non può certo limitarsi a provvedimenti disciplinari e amministrativi, perché lo Spirito sollecita slanci e martiri che solo i santi possono assumere. Ciò che possiamo fare ora, nella consapevolezza della nostra responsabilità di credenti, è di salire nella stanza al piano superiore, come narrato negli Atti degli Apostoli, e nel segreto, perseveranti e concordi nella preghiera, attendere umilmente la forza dello Spirito Santo che scenderà, secondo la promessa, su tutti coloro che pregano".

Nella meditazione di questa mattina, invece, Padre Bovati sottolinea come sia importante "capire chi siamo" per "rinascere". In particolare, il predicatore ha proposte l’attualità di “due nascite”: quella di Mosè, “l’uomo che Dio scelse per il compito fondatore di liberare Israele”, e quella di Gesù, “il Salvatore del mondo, inviato proprio per portare a compimento il disegno di Dio di liberazione”. Sono due “storie - ha insistito - che meditiamo come prefigurazioni e indicazioni sul senso del nostro personale venire al mondo”. Certo, “le vicende di Mosè e Gesù hanno caratteri irripetibili; eppure in esse si dischiude il senso misterioso del nostro venire al mondo: siamo costituiti come figli prodigiosamente donati dall’amore eterno di Dio”.

Il predicatore aggiunge che è opportuno “nella preghiera far emergere la nostra genealogia e, in essa, vedere i volti di coloro che mi hanno amato e soccorso, perché in quei volti, come segni, si manifesta la provvidenziale volontà di Dio nei miei confronti”.

articolo aggiornato alle ore 18 con la meditazione della mattina del 2 marzo 2020

 

 

 

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