Associazione culturale “Radici”, perché l’arte deve essere accessibile a tutti

Radici, inclusione sociale
Foto: Radici Associazione Culturale
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L’arte, in tutte le sue variegate forme, è ciò che deve essere promossa, tenendo conto delle diverse esperienze ed esigenze dei suoi fruitori, sempre più diversificati: adulti, bambini e ragazzi che richiedono iniziative mirate alle loro peculiari sensibilità. E’ questo l’impegno di Radici, l’associazione culturale senza scopo di lucro nata dall’idea di sette giovani studiosi provenienti da differenti percorsi di laurea ed esperienze di lavoro: quattro storici dell'arte, una filologa, una storica e un archeologo.

Uno è l’obiettivo di questa associazione in crescita: valorizzare il patrimonio storico-artistico dell'Italia, e in particolare di Roma e del Lazio, perché l’arte e la creatività sono la chiave per comprendere se stessi e il mondo.

Particolare interesse è dedicato al tema dell'inclusione, attraverso l'ideazione di percorsi accessibili alle persone con disabilità. Inclusione per Radici significa garantire l'accesso di tutti al patrimonio culturale, con attenzione alle persone non vedenti e ipovedenti, con disabilità motoria o intellettiva-relazionale. Le loro particolari sensibilità hanno consentito ai ragazzi di Radici di realizzare percorsi tattili, visite guidate inclusive e laboratori innovativi per la fruizione multisensoriale dell'opera d'arte.

Il logo di questa associazione dagli scopi nobili è una colonna contornata da alcuni germogli e radici. Federico, archeologo e membro dell’associazione, spiega il significato del logo ad ACI Stampa: “Il simbolo per eccellenza della cultura (una colonna di un tempio) della nostra città che sostiene un albero che germoglia. Le radici invece rimandano ai motivi figurativi di Klimt (e quindi l'arte contemporanea) e alle decorazioni dei pavimenti a mosaico delle domus romane (all'arte antica e all'archeologia). Siamo un po' il sottobosco intrecciato che permette al germoglio di fiorire”.

Cecilia, filologa, in un certo senso la fondatrice di Radici (sua è stata l’idea di creare questa associazione) spiega in un’intervista ad ACI Stampa: “La nostra associazione culturale si divide in tre macro settori: l’arte per i bambini, per i disabili e per tutti. Radici vuole promuovere l’arte e portarla ovunque. Proviamo a far arrivare l’arte anche dove magari per una serie di problematiche non arriverebbe. L’arte ha un linguaggio universale, non è una visione passiva, ma multisensoriale. Quindi tattile, olfattiva, visiva.”

Cecilia poi racconta cosa voglia dire rendere l’arte accessibile a tutti: “Quando tu studi una visita per non vedenti o ipovedenti non puoi studiarla come per tutti, devi trovare nuovi modi di approccio all’arte, ti metti alla prova nel cercare nuovi modi di fruizione, l’inclusione è anche per noi, è come se si aprisse un terzo occhio. E’ interessante l’inclusione per il non vedente ma anche per il “normo dotato”, che spesso chiedono di essere bendati e provare quelle sensazioni”.

Di particolare interesse è stata la visita alla scoperta di Ariccia, organizzata proprio per i non vedenti, l’archeologo Federico racconta: “Un percorso lungo un giorno, in cui apprezzare, senza limiti, tutte le forme d'arte: l'architettura, le opere, la natura con gli odori ed i sapori.”

Poi Federico prosegue con il racconto di una visita guidata ai Mercati di Traiano: “Ho conosciuto Stefania una non vedente siciliana. Ho imparato tantissimo da lei, sulle sensazioni e le emozioni che può dare un'opera d'arte o addirittura un complesso monumentale. Riusciva a leggere con le mani, e a respirare un panorama come quello che si scorge dalle terrazze dei Mercati. E’ stato incredibile! Quante persone come Stefania vorrebbero avvicinarsi all'arte e alla bellezza, ma non hanno modo di farlo.”

Dunque cosa si può fare per rendere l'arte un patrimonio per tutti senza nessuna esclusione? Univoca la risposta di Cecilia e Federico: “Bisogna essere formati. Bisogna frequentare i migliori corsi e partecipare a tutte le iniziative pertinenti al settore. Siamo sempre disponili, chiaramente lo si fa da volontari. Ci è capitato di svolgere servizio o entrare con contatto con per altre associazioni che si occupano del settore, per creare una rete di contatti che abbia come obiettivo il miglioramento della qualità della vita di un disabile. Nel nostro campo, in particolare, vorremmo occuparci dell'aspetto culturale, delle esperienze di visita, di creare percorsi di visita.  Crediamo che nonostante Radici sia nata da poco, proprio per la qualità e l'impegno del servizio che offre sia già un interlocutore piuttosto autorevole su questa materia. Bisogna avere la cura di tutto: rampe e percorsi accessibili, piante degli edifici in rilievo per facilitare l'orientamento, testi in braille, modelli 3d, accordi con i gestori dei musei per selezione del materiale da toccare”.

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