Basilica di Superga a Torino, quando la Madonna delle Grazie salvò Torino dalla guerra

Il nostro viaggio tra le Basiliche d'Italia continua a Torino, precisamente a Superga. La Basilica di Superga conserva una storia tutta particolare, tra fede e miracoli

Basilica di Superga
Foto: flickr. com
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Visitando la città di Torino, non si può non mettere piede alla maestosa Basilica di Superga. La basilica si trova sul colle di Superga a circa dieci chilometri dal capoluogo piemontese. Costruita nel 1717, al suo interno sono ospitate le spoglie di diversi re sabaudi, tra cui anche Carlo Alberto. Il culto della Basilica di Superga è gestito dall’Ordine dei Servi di Maria, che risiede, ancora oggi, all’interno del convento.

La Basilica di Superga nasce per volere del Duca Vittorio Amedeo II, durante l’assedio dei Franco-Spagnoli in Piemonte. In una piccola chiesa sul colle, davanti alla Statua della Madonna delle Grazie, il Duca fa un voto: se avesse vinto, avrebbe fatto costruire in quello stesso posto una grande chiesa in onore della Vergine. Dopo una dura battaglia l’esercito nemico viene sconfitto e la città liberata. La costruzione della Basilica si deve a Filippo Juvarra, architetto messinese di Casa Savoia.

La Basilica è purtroppo tristemente nota per i tragici fatti del 4 maggio 1949, quando l’aereo del Grande Torino si schiantò proprio in questo luogo: un’immane sciagura, che viene ricordata ogni anno con un pellegrinaggio dei tifosi granata.

Il complesso barocco, inaugurato nel 1731, è alto 75 metri, lungo 51 e si trova a 672 metri sul livello del mare. Il suo interno è arricchito da sei cappelle e da quattro altari, oltre l’Altare Maggiore, con statue e monumenti in marmo di Carrara.

Nella Cappella del Voto, all’interno della Basilica, è conservata la Statua in legno della Madonna delle Grazie del Seicento, la stessa a cui si rivolse Vittorio Amedeo II per vincere la battaglia.

A Superga, per volontà di Vittorio Amedeo III, furono tumulati alcuni membri della Casa Savoia. Le spoglie sono conservate in una cripta sotterranea riccamente decorata, oggi visitabile. Tra i feretri presenti, quelli di Vittorio Amedeo II e, all'opposto della sala, di Carlo Emanuele III (padre e figlio, sempre in contrasto tra di loro). Carlo Alberto e Vittorio Emanuele I sono anch'essi tumulati lì.

 

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