Becciu, Conchita è stata una madre "ossessionata" dalla santità del sacerdozio

Maria Concepcion Cabrera
Foto: Aci Group
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Maria Concepcion Cabrera, familiarmente denominata Conchita, “non c’era problema che non cercasse di risolvere, non c’era indigenza che non cercasse di soccorrere”.

Così il cardinale Becciu ha descritto la nuova beata messicana ieri sera nella celebrazione che l’ha elevata agli onori degli altari.

Conchita, madre di famiglia, vedova e fondatrice vissuta in Messico a cavallo tra ‘800 e ‘900,  I suoi resti mortali sono venerati dal 1973 presso la casa generalizia dei Missionari dello Spirito Santo a Coyoacán, quartiere di Città del Messico. La sua memoria liturgica cade il 3 marzo, giorno della sua nascita al Cielo.

“Unico caso nella storia delle Fondazioni religiose, ispirò e promosse cinque Istituti, definiti le “Opere della Croce”: due congregazioni religiose e tre opere apostoliche, senza assumerne né il ruolo di fondatrice né, tanto meno, la carica e i poteri di superiora generale” ha ricordato Becciu, che ha proseguito: “ Ella ha suscitato le “Opere della croce” con i suoi scritti spirituali, ma soprattutto con la sua testimonianza di vita: ha preso su di sé ogni giorno la sua croce per seguire Gesù. E quali croci! Solo dopo sedici anni di matrimonio perde lo sposo” poi gli muoino 4 figli, “eppure ogni volta, dinanzi al dolore non perde la serenità, non smarrisce la fiducia in Dio, lei guarda al Crocifisso e come “fedele eco della Madre Dolorosa”, impara ad offrire il dolore presentandolo al Padre per il bene del mondo e per la Chiesa”.

E “la sua più grande preoccupazione, che costituiva quasi una “ossessione”, era per la santità dei sacerdoti per i quali ha pregato e sacrificato se stessa”. Una missione attuale: “In questi ultimi tempi, la Chiesa ha vissuto momenti turbolenti e laceranti a causa degli scandali di vescovi, sacerdoti e religiosi che ne hanno deformato il volto e minato la credibilità. Di fronte a questo scenario doloroso, alcuni fedeli hanno iniziato a perdere la fiducia nella Chiesa, altri l’hanno colpita aumentandone le ferite.

Ma l’atteggiamento giusto è quello che ci insegna la nuova Beata: sostenere con la vicinanza spirituale e con la preghiera quanti vivono ogni giorno la propria vocazione in fedeltà e abnegazione. Si tratta della stragrande maggioranza di persone consacrate che offrono una limpida testimonianza di fede e di amore. Ciò non esime dal dovere di combattere gli abusi e gli scandali di ogni genere, inducendo quanti sbagliano a svegliarsi da una vita ipocrita e perversa”.

Conchita era “una donna di preghiera e di zelo apostolico che, precorrendo i tempi, trova in sé la forza morale per imporsi come leader nel campo sociale e nell’ambiente ecclesiale. Ha saputo realizzare una magnifica sintesi di contemplazione e di azione: le figure evangeliche di Marta e Maria si trovano fuse e sincronizzate nell’esistenza della nuova Beata”.

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