Camminare con Maria verso la Solennità dell' Immacolata

Un libretto con le riflessioni di don Lello Ponticelli, padre spirituale al Seminario Maggiore di Capodimonte di Napoli

L'Immacolata
Foto: Aci Stampa
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Per la festa della Immacolata Concezione della beata Vergine Maria don Lello Ponticelli, padre spirituale al Seminario Maggiore di Capodimonte di Napoli e vice-decano di Procida, ha scritto  ‘Camminiamo insieme con Maria’ (lo si può richiedere direttamente all’autore inviando una mail: dlelloponticelli@gmail.com oppure telefonando a 331/4195302), un ‘volumetto’ che raccoglie 30 riflessioni che tratteggiano il profilo umano, spirituale ed esperienziale della Madre di Dio per riscoprirne l’attualità a partire dalle sollecitazioni del nostro vivere quotidiano, i cui proventi saranno devoluti a microprogetti.

Svariati riferimenti temporali aiutano a comprendere il contesto in cui sono maturate le riflessioni, in tempo di pandemia, ed a custodirne insegnamenti e monito per rifondare il presente e prossimo futuro.  Ad ogni meditazione segue un trafiletto dal titolo ‘Piccoli Rituali’ che offre semplici spunti pratici per favorire il dialogo con Maria e, in questo, ritrovare anche se stesso, la relazione con gli altri e con l’Altro. Poi, la proposta di qualche brano musicale per crescere nell’arte dell’ascolto e soprattutto dell’ascolto orante…

A lui chiediamo di spiegarci quale profilo della Madre di Dio emerge dal libro: “Maria è una ragazza normale, non banale! Anzi, è trasgressiva, perché ‘viveva sulla terra una vita comune a tutti, piena di sollecitudini familiari e di lavoro’, come recita il decreto conciliare ‘Apostolicam Actuositatem’ al n. 4, mentre oggi, come ieri, si continua a coltivare l’illusione che per essere qualcuno bisogna brillare, vincere, esibirsi… poco importa se dentro hai il vuoto che ti assale. Maria non è centrata su se stessa, ma si fida e si affida al Dio delle promesse. Ha un cuore di donna e di donna credente che sa attraversare le strade oscure della fede. All’Angelo che la visita, chiede, vuole sapere, capire ‘come avverrà questo?’; ma poi permette al proprio cuore di essere fecondato dallo Spirito e così anche il suo grembo diventa fertile di Dio. 

Figlia del suo Figlio, si fa discepola missionaria e corre verso Elisabetta, scorrazzando Gesù per strade e montagne prima ancora che venga alla luce. Maria nel Magnificat ‘suona la carica’ rivoluzionaria della tenerezza di Dio, proclama e vive già il mondo come lo ha sognato Lui. Ha un cuore di sposa e di madre, attenta e premurosa, ma non gelosa e possessiva: insieme a Giuseppe offre il Figlio allo sguardo stupito dei pastori e dei Magi, cercatori di Dio; con lo sposo affronta la paura per le minacce al bimbo e il rischio di farsi profughi per proteggerlo. 

I due vanno in ansia quando il ragazzo resta al Tempio tra i dottori; lo cercano e gli chiedono con amorevole richiamo: ‘perché ci hai fatto questo?’; mentre accettano di non capire fino in fondo il mistero che lo abita, non vengono meno alla responsabilità di aiutarlo a crescere ‘in età, sapienza e grazia’. Il cuore di Maria tutto accoglie, custodisce e medita per scorgervi i disegni di Dio: è un cuore forte, che affronta il dolore della vedovanza, le accuse di pazzia rivolte al Figlio, la fuga degli amici, la condanna e la morte in Croce. 

Regge lo schianto il suo cuore e continua ad amare: mentre abbraccia il Crocifisso abbandonato e ne accarezza le ferite, accoglie per sempre ogni figlia e ogni figlio come suoi. Compagna di Gesù nel suo morire, sarà Assunta in cielo in anima e corpo, segno di consolazione e di sicura speranza. Ora prega e accompagna la Chiesa nel tempo e nella storia, perché come Lei operi, prepari e attenda fiduciosa il ritorno del Risorto, i cieli nuovi e la terra nuova”.

In quale modo camminare con Maria?

“Mentre trascorre la vita, solo tu non sei mai: Santa Maria del cammino sempre sarà con te. Prima che siamo noi a camminare con Lei, Lei affianca i nostri passi e ci mostra la via migliore per seguire il Figlio. Camminiamo con Maria ogni qualvolta ascoltiamo il suo invito a fare quanto Gesù dice nel Vangelo e quando desideriamo portare questo Vangelo a tutti. Camminiamo con Lei se procediamo spediti in direzione della giustizia, della pace e della fraternità universale. Possiamo e vogliamo camminare con Maria, vivendo insieme a Lei la passione e l’impegno per essere sempre più Chiesa dal volto di mamma, dispensatrice di misericordia per tutti, ospedale da campo e popolo in uscita, in costante riforma; Chiesa sinodale, che ascolta, si fa vicina e dice il suo ‘sì’ a Dio con ‘gratitudine, coraggio, fatica, lode’ secondo un’affermazione di papa Francesco, partecipando alle ansie e alle tristezze, alle gioie e alle speranze di ogni donna ed ogni uomo”.

Cosa insegna alla Chiesa la Madonna?

“Insegna a dire il suo ‘Eccomi’ alla volontà del Padre per diventare la sposa bella del Suo Signore, che continua l’annuncio della buona notizia che il Dio d’amore vuole salvi tutti i suoi figli. Maria insegna alla Chiesa ad essere una comunità che accoglie la Parola, per viverla e testimoniarla, chiedendo perdono per tutte le colpe e gli abusi di cui si è macchiata, anche nei suoi consacrati. Maria insegna alla Chiesa l’arte di custodire il primato di Dio, con un silenzio che si fa contemplazione e azione. 

Insegna alla Chiesa ad essere casa e scuola di comunione e di preghiera. La sollecita ad essere umile e povera, libera e leggera, per danzare al passo del suo Signore, senza impalcature o formalismi, senza clericalismi né abusi di alcun genere. Maria insegna alla Chiesa a spogliarsi dell’amore verso il potere per rivestirsi del potere dell’amore; insegna a far crescere i figli del Figlio, verso la santità della porta accanto, con la grazia dei Sacramenti. A lasciarsi plasmare e fecondare dallo Spirito per essere sentinella di speranza, nel tempo e per l’eternità”.

Come entrare in dialogo con la Madre di Dio?

“Vi si entra leggendo e meditando ciò che il Vangelo dice di Lei; con le parole della Liturgia o con quelle infuocate dei Santi. Lo si può fare attraverso la via della poesia e della musica  (popolare o colta) della letteratura e della pittura; nel silenzio del cuore o lasciando sgorgare dalle labbra la preghiera del rosario, sussurrando l’Ave Maria come un lungo e delicato ‘ti amo’! Si può dialogare con Lei presso i santuari che le sono intitolati; nei vicoli e nei palazzi dove sono disseminate edicole votive ricche di lacrime e speranze. 

Si possono usare i titoli che la tradizione e la pietà popolare ci hanno trasmesso nelle litanie o inventarne di nuovi, a seconda di come dettato dal cuore. E quando nella vita si fa notte, ricordiamoci che Lei è nostra madre: lasciamoci accarezzare da Lei, anche solo tenendo tra le mani una corona. Se di Lei ci siamo innamorati almeno un po’, di certo non ci mancheranno i modi per parlarle in confidenza!”

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