Cardinale Comastri: “Guardiamo Maria, per capire i veri tesori della vita”

Processione nei Giardini Vaticani, mese mariano
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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Non si può terminare il mese di maggio senza celebrare Maria. E così, come da tradizione, la sera del 31 maggio, si è concluso il mese mariano con la recita del rosario dei fedeli nei Giardini Vaticani.

La processione è partita dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, guidata dal cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, e si è conclusa presso la Grotta di Nostra Signora di Lourdes.

Fiaccole, preghiere, riflessioni e canti accompagnano la devota processione. Un popolo che cammina, prega il rosario e canta. Un popolo fatto di anziani, persone in carrozzella, bambini in passeggino, uomini e donne, che si rivolge a Maria. Questa è l’inedita immagine, densa di commozione, a cui tradizionalmente alla fine del mese di maggio, si assiste nei giardini vaticani. La cupola di San Pietro fa da sfondo.

Il Cardinale Comastri durante la sua riflessione alla grotta parla in particolare di tre aspetti fondamentali che ognuno di noi deve rintracciare nella figura di Maria. Ma soprattutto invita a svolgere lo sguardo alla Mamma di Gesù per “capire i veri tesori della vita”.

In particolare il Cardinale Comastri elenca nella sua omelia tre parole molto usate, che si sono inquinate con il passare del tempo, ma che accostate a Maria riprendono lo splendore della verità: grazia, ricchezza, successo.

Il culto della bellezza contrapposto alla grazia. “Ci sono gare, si fanno intervenuti chirurgici al mondo di oggi – commenta il Cardinale - Maria ribalta il significato di questo termine; la sua bellezza è la grazia, la bellezza interiore del cuore puro, senza orgoglio ed egoismo, senza maschere”.

La seconda parola che ci fa riscoprire Maria è la ricchezza. “In un mondo materialista – precisa Comastri -  si pensa ai soldi, ai gioielli...ma il vero ricco è colui che lascia un solco di opere buone. La Madonna viveva nella povertà eppure è stata la donna più ricca al mondo perché ha aperto il cuore a Dio. Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. Maria aveva capito che è ricco colui che dona e si dona”.

Infine l’ultimo termine che accanto a Maria riscopre nuova vita. Successo. “Per molti è lo scopo della vita – osserva il vicario generale del Papa -  Apparire, anche su Facebook. Maria ha attraversato i secoli, lei ha raggiunto il successo perché si è aggrappata all’eterno, a Colui che non passa. Chi non ha Dio non ha nulla”.

Tra le mille fiaccole accese agitate dal vento, il Cardinale Comastri conclude la sua riflessione: “Cerchiamo la vera bellezza, la vera ricchezza, il vero successo seguendo l’esempio di Maria”.

 

 

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