Cardinale Puljic: “Rimettere Dio al centro della vita pubblica”

L’arcivescovo di Sarajevo, in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Bistrica in Croazia, punta il dito sulla marginalizzazione di Dio

Il Cardinale Vinko Puljic dice messa nella spianata del santuario di Marija Bistrica
Foto: katolici.mk
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A 20 chilometri da Zagabria, si erge il santuario di Marija Bistrica, che era già noto nel XVI secolo. Lì c’è una statua della Madonna Nera con il Bambino che ha protetto nei secoli i croati dalle invasioni dei turchi e ha sostenuto lo spirito di fede e di identità nazionale durante il comunismo. Ed è lì che, ogni ottobre da 15 anni, vanno in pellegrinaggio i credenti dell’arcidiocesi di Sarajevo e della diocesi Banja Luka. Il pellegrinaggio è stata l’occasione, per il cardinale Vinko Puljic, di chiedere con forza di rimettere Dio al centro della vita pubblica.

In particolare, l’arcivescovo di Sarajevo ha sottolineato che “mentre subiamo un lavaggio del cervello con le continue notizie sulle persone morte ho infettate di coronavirus, nessuno menziona più i bambini che vengono uccisi con gli aborti. Facciamo leggi nella società che cambiano effettivamente le leggi di Dio, specialmente quando si tratta di matrimonio e famiglia. Sottolineiamo i diritti democratici, ma dove la democrazia viola le leggi della famiglia, allora è demoniaca”.

Il Cardinale Puljic ha chiesto dunque di “essere sempre responsabili. La vita deve essere rispettata dal concepimento alla morte naturale. La società parla di criminalità e corruzione, ma non menzione l’immoralità, che è diventata normale”.

Il Cardinale bosniaco ha incluso tra le malattie anche la menzogna, e si è scagliato contro i media che non si “scusano mai” quando calunniano.

Il cardinale si è quindi chiesto “che tipo di società vogliamo costruire? È necessario tornare ai veri valori che mettono al centro l’uomo, i suoi diritti, la sua dignità. E questi valori non sono dati dallo Stato o dalla politica, ma sono dati da Dio. Lo Stato e la politica sono semplicemente obbligati ad aiutare l’uomo a vivere la sua dignità, i suoi diritti e a costruire rapporti interpersonali”.

Per questo – ha concluso l’arcivescovo di Sarajevo – “è necessario coltivare la coscienza, prendersi cura dei comandamenti di Dio. Dobbiamo comprendere che se rimuoviamo Dio, l’uomo è in pericolo”.

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