Cardinale Vegliò:"Giubileo degli artisti di strada.Loro non sono dimenticati dalla Chiesa"

Giubileo della gente del viaggio
Foto: Veronica Giacometti, ACI Stampa
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E’ il Giubileo dedicato alla gente dello spettacolo viaggiante e popolare. Per la prima volta dal 1300 un Giubileo dedicato agli artisti di strada, ai circensi, a chi dedica la propria professione a fare spettacolo e regalare fantasia.

Lo ha voluto Papa Francesco insieme al Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Il programma di questa Udienza Giubilare con il Papa è iniziato il 15 giugno nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.

Qui un grande palco e tanti artisti di strada hanno espresso il loro talento riempiendo il quartiere Trastevere di gioia e di festa con i loro spettacoli in piazza.  E hanno partecipato tutti alla Messa, nella basilica trasteverina, presieduta nel pomeriggio dal Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti.

“Nel 2012 avevo già organizzato un Udienza privata con i circensi – dice il cardinale Vegliò in un’intervista ad ACI Stampa– fu una cosa bellissima, una cosa nuova, lo stesso Papa Raztinger mi ringraziò espressamente dell’esperienza, perché la gente del circo porta gioia e spensieratezza, ogni tanto ci vuole anche per noi grandi, questi sentimenti di serenità, sennò siamo sempre invasi dalle preoccupazioni. Ed ecco quindi anche questo Giubileo a loro dedicato, di cui Papa Francesco è contento ed entusiasta”.

“Questi artisti pur essendo itineranti – continua il Presidente del Pontificio Consiglio - cioè non avendo un punto fisso, non devono sentirsi abbandonati dalla Chiesa, ma sono parte di essa, pur non potendo frequentare una parrocchia, un posto fisso per la vita spirituale. Feci la stessa cosa per i rom, perché anche loro si sentono spesso perduti”.

Questo Giubileo è volutamente dedicato alla globalizzazione della gioia e della fantasia in un mondo che ne ha tanto bisogno. “Pensiamo anche a loro, perché magari loro hanno una profonda tristezza, ma il loro mestiere è far ridere, come diceva il famoso Alberto Sordi, a volte uno non ha voglia di far ridere ed è molto difficile, ma deve farlo”, continua il cardinale.

“Tutto ciò che fa conoscere la dottrina della Chiesa e la misericordia di Dio – conclude Vegliò - è utile, viviamo in una società dove il Signore è dimenticato, ma il messaggio principale che deve filtrare in questo Giubileo è che anche loro, gli artisti di strada, fanno parte della Chiesa , sono itineranti, sono precari, ma l’amore del Signore è anche per loro”.

Antonio Buccione, Presidente dell’associazione nazionale Circhi, commenta ad ACI Stampa: “ E’ la prima volta che si verifica il Giubileo della gente del viaggio, siamo emozionati e siamo riconoscenti al Santo Padre che ha voluto conoscere le composite famiglie del viaggio: dai circhi, al mondo dei luna park, al mondo musicale, l’arte del gessetto e tanti altri…ha voluto fossimo tutti qua! Abbiamo una serie di problemi, abbiamo una sottovalutazione tutta italiana del fenomeno del circo, quindi grazie di cuore a Papa Francesco che ha rimesso al centro dell’attenzione questa nostro modo di fare arte!”.

Giovedi 16 giugno Papa Francesco incontrerà tutti gli artisti nell’Aula Paolo VI e si fermerà con loro. Poi la gente del viaggio e dello spettacolo varcherà la Porta Santa.

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