Caritas di Prato: nessun detenuto è irrecuperabile se accompagnato

Conferenza stampa di presentazione del progetto
Foto: ufficio stampa
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Non ci sono detenuti irrecuperabili, tutti hanno il diritto alla speranza”. Ne è convinta la Caritas diocesana di Prato nel presentare “Non solo carcere”, un progetto promosso in collaborazione con l’associazione Don Renato Chiodaroli, Gruppo Barnaba e Insieme per la Famiglia.

Accoglienza, reinserimento sociale e sensibilizzazione della cittadinanza. Sono i tre ambiti di impegno di “Non solo carcere”, finanziato da Caritas Italiana con i fondi derivanti dall’8 per mille alla Chiesa Cattolica. Finalità e caratteristiche del progetto sono state illustrate questa mattina in palazzo vescovile, alla presenza del vescovo Franco Agostinelli e di tutti i soggetti promotori, tra i quali ci sono anche Cna Toscana Centro e Estra Spa, che hanno dato la propria disponibilità agli inserimenti lavorativi e alla realizzazione di attività di informazione rispetto al problema carcere.

“L’obiettivo è quello di prendersi cura di queste persone, è vero – sottolinea la direttrice della Caritas diocesana Idalia Venco – si sono macchiate di uno o più reati ma se vogliamo che veramente possano riparare al danno che hanno commesso, ma soprattutto non delinquere più, allora dobbiamo accompagnarli”.

L’importanza di questo tipo di sostegno è confermata dal direttore del carcere La Dogaia di Prato Vincenzo Tedeschi: “i detenuti che una volta usciti hanno avuto opportunità lavorative, anche minime e in qualsiasi ambito, hanno un rischio di recidiva molto basso, lo dicono le statistiche e noi possiamo confermarlo”.

Questi percorsi saranno messi in campo grazie anche alla fattiva collaborazione delle istituzioni carcerarie: direzione casa circondariale di Prato, magistrature di sorveglianza, ufficio per l’esecuzione penale esterna e garante per i diritti dei detenuti.

 

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