Caritas Vietnam, il punto dieci anni dopo la riapertura

Un momento delle celebrazioni del decennale di Caritas Vietnam
Foto: Caritas Vietnam
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Per 32 anni è rimasta chiusa, perché il regime comunista del Vietnam non ne permetteva l’attività. Ma i rinnovati rapporti tra Santa Sede e Vietnam si sono riflettuti anche nella riapertura della Caritas nel 2008, quando si cominciava anche ap parlare di un rappresentante non residente della Santa Sede nel Paese. Caritas Vietnam ha così potuto festeggiare i dieci anni dalla riapertura.

E lo ha fatto con un convegno che si è tenuto presso gli uffici della diocesi di Xuan Loc dal 23 al 25 ottobre, coinvolgendo vescovi, sacerdoti, superiori di ordini religiosi, responsabili delle 26 Caritas diocesane e anche l’arcivescovo Marek Zalewski, che è nunzio a Singapore e rappresentante non residente della Santa Sede in Vietnam.

È stata l’occasione per fare il punto della situazione. Il vescovo Toma Vu Dinh Hieu, di Bui Chu, presidente del comitato caritatevole di Caritas Vietnam, ha parlato della necessità di promuovere solidarietà, mentre padre John Baptist Vu Van Kien, che dirige la Caritas diocesana di Hai Phong ed è responsabile della provincia di Hanoi, ha spiegato il processo di formazione in dieci diocesi del Vietnam del Nord.

Non è da sottovalutare il fatto che alla conferenza abbia preso parte anche Duong Ngoc Tan, vicepresidente della commissione degli Affari Religiosi di Hanoi. In rappresentanza del governo vietnamita, Ndoc Tan ha espresso l’apprezzamento delle autorità del Paese per il servizio e il contributo di Caritas Vietnam negli ultimi dieci anni.

Un contributo riconosciuto a più riprese, sia nei vari tavoli bilaterali Vietnam – Santa Sede che hanno portato ad uno scongelamento e quindi alla nomina di una rappresentante non residente ad Hanoi. Lo scorso 20 ottobre, il vice Primo Ministro del Vietnam è stato in visita da Papa Francesco, e si sono rinnovati rapporti di cordialità e stima.

Caritas Vietnam è stata fondata nel Sud del Vietnam nel 1965 con lo scopo di aiutare poveri, disabili, vittime e di guerra e disastri naturali. Nel giugno 1976, il governo vietnamita ha chiesto a Caritas Vietnam di cessare le operazioni. Tutte quante le sue proprietà sono state confiscate dal governo.

La chiusura è durata 32 anni. Il 2 luglio 2008, il governo del Vietnam ha approvato la richiesta della Conferenza Episcopale del Vietnam di ristabilire la Caritas. Gli uffici della Caritas sono stati stabiliti tre anni dopo, al termine di un lavoro di supporto da parte di organizzazioni caritative.

Oggi, Caritas Vietnam lavora soprattutto nel creare competenze attraverso l’addestramento, con l’obiettivo di ispirare cristiani e informare i cittadini riguardo il lavoro caritativo e lo sviluppo della comunità.

Le aree di interesse più rilevanti sono: assistenza di emergenza, supporto in caso di disabilità o malattie, particolare per le persone HIV e lebbra. Ma ci sono anche programmi per le migrazioni, e programmi che forniscono borse di studio a studenti poveri. Il prossimo passo è quello di provvedere sviluppo agricolo sostenibile per supportare i fattori poveri.

Il tutto è diviso in quattro dipartimenti. I volontari che si aggiungono allo staff sono migliaia, mentre arriva supporto anche da membri della Confederazione Caritas più ricchi, come Caritas Germania, Caritas Giappone, Caritas Singapore, Caritas Slovacchia, Caritas Norvegia, Catholic Relief Service e Secours Catholique.

Tra le varie tematiche del convegno per il decennale, è stata data una parte importante al tema del traffico degli esseri umani. All’interno di Caritas Vietnam c’è una commissione specifica per combatterla, guidata da suor Jacinta Duong Hoan Anh Thu.

Suor Anh Thu ha spiegato che “negli ultimi anni, la tratta è stata molto sofisticata e crudele. Molte donne, ragazze sono ingannate nella schiavitù sessuale. I ragazzi sono costretti a fare lavori pesanti o vengono venduti ai proprietari di pescherecci (un tema, questo, affrontato dalla Santa Sede in un convegno internazionale sulla pesca a Taiwan lo scorso anno, ndr) Molti vengono rapiti per espiantare organi. Possono morire o avere serie conseguenze perché non ricevono cure mediche”.

La tratta avviene in tutte le 64 province vietnamite, e la maggior parte delle vittime sono destinati ai mercati di Cina, Cambogia, Laos e altri Paesi, e di questi sono quasi tutti “nuovi poveri”, magari caduti per una situazione finanziaria avversa che li ha messi nelle mani dei trafficanti.

Il lavoro di Caritas Vietnam è quello da una parte di educare i giovani affinché non cadano vittime della tratta, e dall’altra di formare un gruppo di volontari per poter portare avanti in maniera capillare questo processo educativo di prevenzione.

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