Caso Pell, la parola alla Commissione per la Protezione dei Minori

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Foto: da Wikipedia
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È una dichiarazione breve, che serve solo a stabilire le competenze della commissione. Perché uno dei suoi 17 membri, Peter Saunders, un ex vittima di abusi che ora aiuta le vittime, ha commentato in tv la situazione che riguarda il Cardinal George Pell, accusato di aver corrotto un ragazzo perché non dicesse niente degli abusi dello zio prete. Saunders riceverà una querela del Cardinal Pell, che ha negato ogni addebito di copertura. E riceve anche una tirata d'orecchi della Commissione di cui fa parte, perché è andato oltre le sue prerogative.

Perché i membri della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori hanno voluto rendere noto che “la Commissione, per mandato di Papa Francesco, non ha giurisdizione per commentare su casi individuali o inchieste.”

In Australia, in particolare, la commissione sta affrontando tutti i problemi con il Consiglio Verità Giustizia e Guarigione di Australia, che sta coordinando la risposta delle Chiese locali ai rilevamenti della Australia’s Royal Commission of Inquiry into Institutional Child Sex Abuse. È di fronte a questa commissione che il Cardinal Pell è comparso due volte, con l’accusa di aver coperto preti pedofili quando era arcivescovo. È davanti a questa commissione che il Cardinale ha negato ogni addebito.

Dal canto suo, Saunders aveva definito il Cardinale “sociopatico” e ne aveva chiesto la rimozione dal Vaticano in nome dalla trasparenza. Ma sono toni che la commissione non può accettare. “La commissione resta dedicata alla sua missione come delineata dagli Statuti provvisori recentemente approvati.” Funzione che è quella di “aiutare la Chiesa a proteggere i minori in tutto il mondo e ad essere certa che gli interessi dei sopravvissuti agli abusi e delle vittime” siano prioritari.

Per questi motivi, la commissione considera essenziale che “quelli che sono in posizione di autorità nella Chiesa rispondano prontamente, trasparentemente con il chiaro intento di far sì che la giustizia faccia il suo corso,” conclude il comunicato.

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