Chiesa in Italia, le misure anti-COVID: sì alle messe, prudenza per il catechismo

Una precisazione della CEI sul Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che divide l'Italia in tre aree

Sacerdote mentre dà la comunione in mano a un fedele
Foto: CEI
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La CEI chiarisce: le celebrazioni eucaristiche proseguono come da protocollo, mentre si raccomanda prudenza per le catechesi, con provvedimenti diversi a seconda delle aree geografiche. A seguito di domande dei giornalisti, Vincenzo Corrado, direttore della comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana, ha fatto alcuni chiarimenti riguardo il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre.

Spiega Corrado: "Il provvedimento, come noto, divide l’Italia in tre aree - gialla, arancione e rossa - a seconda del livello di rischio. L’inserimento di una Regione in una delle tre fasce di criticità, ha spiegato il Presidente del Consiglio, avverrà con ordinanza del Ministro della Salute che recepisce l’esito del monitoraggio periodico effettuato congiuntamente con i rappresentanti delle Regioni".

Non cambiano le regole per le messe, perché "circa le celebrazioni, il testo precisa nuovamente che 'l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro' (art. 1 comma 9 lettera p)".

Specifica Corrado: "Come già nei precedenti DPCM viene chiarito che le celebrazioni con la partecipazione del popolo si svolgono nel rispetto del protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico (articolo 1 comma 9 lettera q). Nessun cambiamento, dunque. Nelle zone rosse, per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto, deve essere compilata l’autocertificazione".

Capitolo catechesi e attività pastorali. "Alla luce delle indicazioni del DPCM - sottolinea Corrado - la Segreteria Generale della CEI consiglia una consapevole prudenza; raccomanda l’applicazione dei protocolli indicati dalle autorità e una particolare attenzione a non disperdere la cura verso la persona e le relazioni, con il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso l’uso del digitale. Già l’Ufficio catechistico nazionale con il documento 'Ripartiamo insieme' aveva suggerito alcune piste operative".

"In particolare - conclude Corrado - per le zone rosse, la Segreteria Generale invita a evitare momenti in presenza favorendo, con creatività, modalità d’incontro già sperimentate nei mesi precedenti e ponendo la dovuta attenzione alle varie fasce di età".​

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