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Cina, un nuovo vescovo insediato nell’ambito dell’accordo sino-vaticano

Era stato nominato coadiutore della sua diocesi da Papa Francesco nel 2021. Il 15 gennaio, Antonio Lui Hui è stato insediato come vescovo

Vescovo Li Hui | La consacrazione del vescovo Li Hui | UCA News Vescovo Li Hui | La consacrazione del vescovo Li Hui | UCA News

Dal 15 gennaio, la diocesi di Pingliang, nella provincia del Gansu, ha un nuovo vescovo. Antonio Li Hui, che era coadiutore dal 2021 su nomina di Papa Francesco avvenuta nell’ambito dell’accordo sino-vaticano, ha preso ufficialmente possesso della diocesi, succedendo al vescovo Nichoolas Han Jide, 85 anni, che ricopriva l’incarico dal 1999.

Un vescovo coadiutore è nominato specificamente per assister un vescovo diocesano con l’obiettivo di succedergli. La Messa di insediamento, che si è tenuta presso la cattedrale di Pingliang e di cui hanno riportato i media cinesi, ha visto la partecipazione di membri del clero locale, religiosi e laici, nonché rappresentanti del Dipartimento del Lavoro del Fronte Unito del Partito Comunista Cinese, che sovrintende gli affari religiosi.

Il vescovo Hui è stato ordinato nel 2021 nell'ambito dell'accordo sino-vaticano.

Il vescovo Li Hui è stato nominato vescovo coadiutore l'11 gennaio 2021 da Papa Francesco, in conformità con l'accordo sino-vaticano sulla nomina dei vescovi. È stato ordinato vescovo il 28 luglio 2021. L'accordo provvisorio confidenziale, firmato inizialmente nel 2018 e rinnovato più volte, consente a Roma e Pechino di accettare o respingere candidati all'episcopato in Cina, secondo alcune fonti. Questo accordo ha posto fine a decenni di disaccordi tra Vaticano e Cina riguardo al governo della Chiesa locale, a seguito della rottura delle relazioni diplomatiche dopo la presa del potere da parte dei comunisti negli anni '50.

Dopo il suo insediamento, il vescovo Li ha dichiarato ai parrocchiani e ai funzionari statali che intende proseguire l'approccio pastorale del suo predecessore, secondo un rapporto pubblicato sul sito web della Conferenza episcopale cinese (CBCCC), un organismo affiliato allo Stato ma non riconosciuto dal Vaticano. Ha aggiunto che intende sostenere il clero e i fedeli della diocesi nell'approfondire "il loro patriottismo e amore per la Chiesa, promuovendo l'adattamento del cattolicesimo alla società socialista e scrivendo un nuovo capitolo nella sacra causa missionaria", ha riferito l’agenzia cinese Xinde.

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Il vescovo Han, lasciando il suo incarico, ha ringraziato – sostiene l’agenzia govenativa - ha ringraziato le autorità civili per la loro presenza e ha ribadito il suo sostegno alla politica cinese di sinizzazione religiosa, secondo la BCCCC.

Il presidente cinese Xi Jinping ha utilizzato per la prima volta il termine "sinizzazione" della religione nel 2015. Con questa politica, i gruppi religiosi sono incoraggiati ad adattarsi alla società cinese sotto la guida del Partito Comunista.

Da una prospettiva accademica, la sinizzazione si riferisce all'indigenizzazione di credenze, pratiche e rituali religiosi all'interno della cultura cinese, secondo il Movimento di Losanna. I critici sostengono che il Partito Comunista abbia promosso la sinizzazione come ideologia politica volta a imporre i valori socialisti e la lealtà al Partito.

Secondo alcune fonti, il vescovo Han e il vescovo Li erano entrambi associati alla Conferenza episcopale cinese e all'Associazione patriottica cattolica cinese, due organizzazioni riconosciute dallo Stato.

La diocesi di Pingliang conta circa 12.000 cattolici e la sua storia risale agli anni '10 del Novecento, quando è stata amministrazione apostolica prima di essere elevata allo status di diocesi nel 1950.

 

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