Colletta pro Terra Sancta, il Cardinale Sandri: le nostre radici partono da Gerusalemme

Lettera del Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali per la Colletta dei Cristiani in Terra Santa

Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Papa Francesco nel corso del 2021 ha vissuto due pellegrinaggi di speranza tra le comunità cristiane del Medio Oriente e della Terra Santa: sperando contro ogni speranza, mentre tutto il mondo era ancora in preda alla pandemia, ha voluto raggiungere alcuni tra i più soli e sofferenti: i nostri fratelli e sorelle dell'Iraq. Anche a Cipro e poi in Grecia, terre della predicazione apostolica, il Papa si è confrontato con la sofferenza della divisione: di una terra, dei popoli, degli stessi credenti in Cristo che ancora non possono sedersi alla stessa mensa dell'Eucarestia, di coloro che vi sono giunti numerosi cercando rifugio e accoglienza”. Lo scrive il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nella lettera per la Colletta dei cristiani di Terra Santa 2022.

“Se in termini personali – sottolinea il porporato - Cristo ha sofferto ed è morto una sola volta e non può morire più, nel suo Corpo, che è la Chiesa, continua a soffrire, specialmente in Medio Oriente, ma anche in ogni altro luogo del mondo in cui la libertà di vivere la fede è conculcata e impedita: dalla persecuzione in molti casi, dall'ambiente ostile talvolta, spesso dalla globalizzazione dell'indifferenza, dalla violenza delle guerre di cui l'umanità sembra purtroppo non essere mai paga, come accade in Ucraina”.

“Per due anni consecutivi – ricorda ancora il Cardinale Sandri - i cristiani di Terra Santa hanno celebrato la Pasqua e il Natale in una sorta di isolamento. È per espresso desiderio dei Pontefici che si è iniziata e si continua a celebrare la Colletta Pro Terra Santa, solitamente collocata il Venerdì Santo: non è nulla di antico o sorpassato, perché essa esprime anzitutto la consapevolezza delle nostre radici che si trovano nell'annuncio della redenzione che si è diffuso da Gerusalemme ed è giunto a tutti noi. Il gesto dell'offerta, anche piccola, ma da parte di tutti, come l'obolo della vedova, consente ai nostri fratelli e sorelle di continuare a vivere e sperare, ad offrire una testimonianza vivente al Verbo fatto carne nei Luoghi e per le strade che videro la sua presenza”.

“Guardando a Cristo che ha toccato fino in fondo la nostra realtà umana, lasciandoci ispirare dai gesti di prossimità compiuti da Papa Francesco nei suoi Viaggi Apostolici e raccogliendo il suo invito ad essere solidali con i fratelli e le sorelle della Terra Santa – conclude il Prefetto - diamo nuovo vigore e nuova linfa alla pratica della Colletta di Terra Santa”.

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