Come interpretare il Corano? La Chiesa cattolica a fianco dei musulmani

L'arcivescovo Sanchez Sorondo con il presidente Correa durante uno degli eventi a Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali
Foto: ACI Group
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Il sostegno della Chiesa cattolica nell’interpretare i passaggi più controversi del Corano è stato offerto negli scorsi giorni da un officiale vaticano molto ascoltato da Papa Francesco. L’arcivescovo Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, che ha partecipato alla “meditazione per la pace” organizzata dalla Ong non violenta “L’arte del vivere” in Germania, lo scorso 5 agosto.

L’arcivecovo Sanchez nota che l’incontro è anche “in parte ispirato dai recenti atti di violenza iniziati da coloro che pretendono di seguire la fede islamica”, e che “i primi anni del Terzo Millennio sono stati tristemente macchiati dalla sempre più forte presenza di terrorismo religioso propagato da pochi individui che insistono che loro soli hanno la corretta interpretazione dell’Islam”.

E questo “di fronte al miliardo di altri aderenti all’Islam che danno prova di una religione tollerante che non riconosce la legittimità delle azioni di questi pochi individui malvagi”. E si deve “riconoscere che la maggioranza dei Musulmani sono innocenti della violenza perpetrata in nome della loro religione quanto lo so quelli che sono dilaniati dalle bombe”, anche perché – come successo a Nizza – “c’erano anche musulmani tra quelli uccisi nel massacro”, e anche in Medio Oriente “la schiacciante maggioranza delle vittime è musulmana”.

Eppure – nota l’arcivescovo Sanchez – “sarebbe ingenuo fingere che non ci sono parti del Corano e negli Hadith che possono prestarsi a una interpretazione violenta”.

“Come la comunità islamica nel mondo possa dare una ermeneutica pacifica a questi passaggi è un obiettivo che immagino sia reso ancora più difficile con così tanta pressione dall’esterno,” osserva l’arcivescovo. Il quale poi dice: “Non sogno di dire ai musulmani come interpretare la loro fede. Ma assicuro a quelli che vogliono lavorare verso quel fine dall’interno che troveranno un alleato e un amico nella Chiesa Cattolica”.

È il momento di impegnarsi per preservare la pace nelle società. “Ogni singola persona – sottolinea l’arcivescovo Sanchez Sorondo – ha la responsabilità di parlare e di agire con prudenza; soprattutto appellandosi sempre ai più nobili sentimenti del nostro vicino, e non ai suoi peggiori istinti.”

 

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