Come investire in modo cattolico? Lo spiega un documento

La Pontificia Accademia delle Scienze Sociali pubblica un documento per gli investitori cattolici. Ecco i criteri

La copertina del documento "Mensuram Bonam", pubblicato sul sito della Pontificia Accademia per le Scienze Sociali
Foto: PASS
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Come investire il denaro se si è cattolici? Quali sono i criteri, al di là di quello del profitto? C’è piccolo documento di una sessantina di pagine, Mensuram Bonam, che spiega come e dove devono investire i cattolici, segnalando criteri specifici di esclusione delle aziende, ma anche consigliando secondo un equilibrio tra profitto e rischio imprenditoriale.

Il documento è ormai allo studio da diversi anni, e doveva essere un documento del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale. Poi il Cardinale Turkson non è stato riconfermato alla guida del dicastero, e così il progetto è rimasto sospeso. Salvo poi tornare in auge quando il Cardinale Turkson è stato nominato Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Così, nel mezzo della pandemia e di una crisi scaturita anche dall’emergenza pandemia, mentre in Vaticano si sta celebrando un processo che ha proprio alla base degli investimenti, la pubblicazione di Mensuram Bonam rappresenta una novità attesa e necessaria, mettendo insieme tutti quei principi che si trovavano già nel Catechismo della Chiesa Cattolica e nella Dottrina Sociale della Chiesa, ma che non erano mai sistematizzati in una pubblicazione specifica.

Lo stesso documento nota che “come Papa Francesco spesso osserva, l’attuale crisi dovuta alla pandemia del COVID 19 ha scoperto altre pandemie di sistemi sociali disfunzionali, come la insicurezza sul lavoro, lo scarso accesso alla sanità, l’insicurezza alimentare e la corruzione”.

Il documento nota che “la stessa natura degli investimenti vive una profonda trasformazione”, data anche dalla “volatilità delle nostre molte crisi globale”.

Mensuram Bonam chiede a tutti i cattolici che investono di “adottare formalmente e applicare criteri basai sulla fede nella gestione delle finanze”, avviando un “processo di riconsiderazione degli investimentti”, e chiedendo di sviluppare anche “criteri di investimento etico”.

Il testo è molto pratico, si definisce in domande e risposte, ha degli schemi riassuntivi che permettono di meglio comprendere. Non si manca di notare come “la cura efficace per gli interessi comuni si aggrappa alla giustizia”.

Mensuram Bonam nota anche che “le persone meritano la dignità di essere protagoniste della loro crescita o benessere”; spiega che la sussidiarietà “è molto più che il semplice delegare”; ricorda che seguire i principi innovativi di tecnologia ed innovazione non equivale a mettere in pratica la dottrina sociale.

Secondo il documento, si deve fuggire il cosiddetto “assolutismo fiduciario”, cercare di applicare “la saggezza della fede alle complicate questioni affrontante dagli investitori”.

C’è necessità, spiegano, di essere attenti agli impatti immediati, a lungo termine e collaterali. E devono anche un criterio per escludere alcuni tipi di investimenti, tipo, per esempio, quelli che toccano il mercato delle armi. “L’analisi e i criteri rendono possibile per gli investitori di evitare contraddizioni etiche”, spiega il documento.

 

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